La “Liguria del vino” unita contro la crisi: “Azioni concrete per ripartire con più slancio”

Il comparto vitivinicolo regionale, per far fronte all’emergenza sanitaria ancora in atto e che ha colpito duramente anche i produttori di vino ligure, ha deciso di farsi sentire con una sola voce, proponendo in una lettera indirizzata agli organi competenti, soluzioni che rispondano alle esigenze reali dei produttori stessi. «Dopo un periodo dove le varie associazioni di produttori esistenti in regione hanno prodotto istanze a tutela delle diverse necessità territoriali, è iniziato un momento di confronto collegiale».

I portavoce della “Liguria del vino” hanno quindi deciso di fare fronte comune, scrivendo nero su bianco le azioni da mettere in atto il prima possibile per il rilancio del settore vitivinicolo regionale. La lettera inviata alle istituzioni – Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Ministro dello Sviluppo Economico, Presidente di Regione Liguria, Assessore all’Agricoltura e Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Liguria, Presidente C.C.I.A.A. di Genova e C.C.I.A.A. Riviere di Liguria Imperia-La Spezia-Savona, Parlamentari Europei Liguri P.C. e ai Parlamentari liguri P.C. e Consiglieri Regionali – porta infatti la firma del presidente di Enoteca ligure Marco Rezzano, del referente dell’Ass. Viticoltori Rossese di Dolceacqua Filippo Rondelli, del presidente di Vite in Riviera Massimo Enrico, di Andrea Marcesini, presidente del Consorzio per la tutela dei Vini DOP e IGP Colli di Luni, Cinque Terre, Colline di Levanto e Liguria di Levante e di Marco Risso, presidente Terre del Moscatello.

Le azioni chiave suggerite per poter ripartire con slancio sono riassunte in poche ma fondamentali voci: liquidità alle aziende mediante fondi di rotazione, anche utilizzando il sistema bancario, garantito dalle istituzioni, senza dover sottostare a iter di concessione estenuanti e condizionati dallo status delle aziende stesse; voucher in formula più snella e fruibile rispetto a quelli attuali; taglio di annata, inteso limitatamente alla campagna vendemmiale 2020, e per il quale si chiede di ampliarne la percentuale, tra annate diverse, della stessa tipologia di vino fino a raddoppiare l’attuale soglia del 15%; ammasso, essendo questa misura potenzialmente interessante ma relativamente nuova per il comparto, i firmatari si rendono disponibili ad istituire un tavolo di approfondimento con le istituzioni per comprenderne e decidere le reali prospettive applicative; proroga di almeno 12 mesi dei diritti di impianto di nuovi vigneti, con scadenza nell’anno 2020.

In ultimo, un’incisiva campagna promozionale e di marketing strategico. «Vogliamo farci trovare pronti e questo presuppone il coinvolgimento e il sostegno di tutti gli attori responsabili del comparto. Siamo convinti che da una situazione di estrema difficoltà, se riusciremo a collaborare e a ritrovarci compatti, potremo uscirne più forti di prima. Noi ci siamo».

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...