La Liguria si unisce per valorizzare il latte di Genova

Al via il progetto di filiera, promosso da CIA Liguria, con i produttori Latte di Genova. L’iniziativa vuole sostenere gli allevatori genovesi a seguito di una situazione di grave crisi del mercato del latte e vuole anche salvaguardare la produzione locale e il suo valore etico, sociale e ambientale per l’economia dell’entroterra ligure. A rilanciare il latte delle valli genovesi un gruppo di aziende ligure tra cui l’imperiese Latte Alberti. Il “Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova” è promosso da Cia Liguria, in collaborazione con la Regione Liguria.

 

L’iniziativa aperta a tutte le aziende che si stanno impegnando a ritirare il latte prodotto dagli allevamenti liguri, ha portato all’adesione di produttori che nel 2017 hanno già conferito oltre 8.500 quintali: ben oltre il 30% dell’intera produzione regionale di latte. E oltre il 50% della produzione in provincia di Genova.  

Come funziona? I produttori di latte conferiscono la materia prima di loro produzione verificata e controllata secondo le norme di legge. A quel punto entrano in campo le aziende trasformatrici che si impegnano a ritirare la materia prima valorizzandola attraverso la produzione di latte alimentare e prodotti caseari di qualità.

L’ultimo passo è quello della grande distribuzione organizzata che si impegna a commercializzare e valorizzare tutti i prodotti identificati dall’emblema del progetto. Ad identificarli c’è infatti un “marchio etico”, non di origine, che vuole segnalare al consumatore le imprese e le catene distributive che ritirano il latte locale, lo utilizzano nella loro linea produttiva, praticano accordi economici conformi.

Il progetto rappresenta una risposta alla grave crisi in cui gli allevatori genovesi si sono trovati a partire dalla primavera 2016. Cia Liguria si è attivata per riuscire a trovare soluzioni sostenibili e strutturate per garantire il reddito degli allevatori e valorizzare la filiera zootecnica che contribuisce fattivamente al mantenimento del territorio dal punto di vista economico e ambientale. Rispondendo anche alle esigenze dei consumatori più sensibili al benessere del territorio.

“L’azione di comunicazione – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Allevamento Stefano Mai – sul consumatore finale è fondamentale nell’ottica della valorizzazione e promozione dei nostri produttori. Come ho sempre evidenziato, la creazione di un sistema di filiera del comparto latte è il percorso giusto per tutelare i nostri allevatori e l’intero settore lattiero caseario che, come sappiamo, è penalizzato dalla concorrenza sleale delle produzioni da Paesi esteri a basso costo e di qualità quanto meno opinabile”.

“Il nostro compito è stato principalmente quello di mettere in relazione i produttori di latte genovesi con i numerosi consumatori che continuano a dimostrare grande attenzione per il nostro territorio – spiega Ivano Moscamora, direttore regionale in Liguria della Confederazione Italiana Agricoltori guidata dal presidente Aldo Alberto – . È nata così l’idea di creare una filiera, coinvolgendo sia le aziende che trasformano e possono quindi valorizzare la materia prima locale, sia la grande distribuzione, alla quale spetta naturalmente un ruolo centrale nel funzionamento di questa iniziativa. Abbiamo voluto trasformare l’attenzione e solidarietà espressa dai consumatori, nei giorni drammatici del latte non ritirato, in un’azione di responsabilità sociale”.

All’appello hanno risposto Latte Alberti con lo storico marchio “Valli Genovesi” e il Caseificio Tentazioni Pugliesi: queste imprese ritirano giornalmente il latte dalle Aziende Agricole Lavagè, Andrea Cavanna, Lorenzo Pesce, Marco Cosso. Rispettando il regolamento sottoscritto che prevede una rigida documentazione fiscale a conferma dell’avvenuta consegna del prodotto. Per quanto riguarda la grande distribuzione organizzata, Coop Liguria e Carrefour Italia hanno già aderito al progetto, dimostrando concretezza, impegno e sensibilità a favore dei produttori di latte, e collaborando con lungimiranza ad un progetto tipico della responsabilità sociale d’impresa. Il progetto rimane aperto a tutte le aziende della filiera che vorranno aderirvi.

 

Matteo Alberti, responsabile comunicazione della storica azienda imperiese, commenta così l’accordo: “Questo progetto può diventare per noi una preziosa opportunità di rilancio dello storico marchio Valli Genovesi, col quale siamo già presenti sul mercato di Genova da qualche tempo. L’emblema grafico, col quale vengono contraddistinti i prodotti delle aziende aderenti, non è un marchio di origine, ma un marchio etico, che vuole segnalare ai consumatori le imprese e le catene distributive che ritirano il latte locale, lo utilizzano nella loro linea produttiva e praticano accordi economici conformi. La prospettiva concreta è quella di aumentare ancora la nostra raccolta in Liguria, anche se già nel 2017 la Latte Alberti ha raccolto gran parte della produzione regionale”.

 

Principalmente a causa del territorio, limitato e in gran parte montano, in Liguria la produzione di latte è poca e più difficile da fare che altrove, pur tuttavia esistono ancora aziende agricole che producono secondo i più elevati standard in termini di qualità e di benessere animale. Sono allevamenti caratterizzati da un’agricoltura ancora tradizionale, dove il bestiame è lasciato libero di pascolare per gran parte dell’anno e dove la protagonista è ancora la vacca Bruna, detta anche Bruna alpina, razza bovina che da secoli abita questi territori.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...