La nutrizionista Leslye Pario “promuove” farinata e panissa

Leslye Pario, biologa nutrizionista, radici in Valle Arroscia, attiva ad Imperia e in tutta Italia grazie ai suoi libri che diffondono un metodo di dimagrimento, una non dieta, ma una visione del benessere psicofisico che contribuisce in modo determinante a restare in forma, prosegue la sua collaborazione con ligueriaedintorni.it. Questa volta ci parla di una eccellenza di stagione, i ceci.

Un detto popolare qui in Liguria recita che i ceci non vanno mangiati nei mesi che non contengono la R, che sia vero o no siamo a settembre, l’estate è passata e quindi possiamo mangiarli.
Parlando di vivere sostenibile i legumi in generale sono un alimento che sicuramente va rivalorizzato, non solo nell’alimentazione ma anche come strumento per combattere la cattiva nutrizione nel mondo essendo un valido sostituto alle proteine animali, e come impatto ambientale dato che necessitano di minori risorse idriche rispetto agli allevamenti intensivi.
I ceci in particolare sono legumi dalla storia molto antica e diffusi in tutto il mondo infatti si trovano al terzo posto nella produzione mondiale dopo la soia e i fagioli.
100 gr di ceci secchi apportano circa 316 Kcal e sono composti per il 47% da carboidrati, per il 20% da proteine, 6% grassi e 14 % fibra.
Non contengono colesterolo, anzi aiutano ad abbassarlo grazie al loro contenuto di fibra e in saponine. 

Nutrienti rilevanti sono le vitamine del gruppo BCE, magnesio, potassio, fosforo, calcio, ferro e acidi  grassi polinsaturi come l’acido linoleico. Presente anche il ferro. Come in tutti i vegetali il ferro è meno assorbibile, per questa ragione è fondamentale l’ammollo e abbinare della vitamina C come il succo di limone per renderlo assimilabile. Contengono anche fitoestrogeni vegetali utili ad alleviare le vampate in menopausa. Ne esistono di diverse varietà con dimensioni e colori diversi e qui in Liguria come nel resto d’Italia è diffusa la Kabuli che utilizziamo per due ricette golosissime e anche nutrienti.

Una è la farinata e una la panissa.

Spesso parlando con i miei pazienti in studio la credenza comune è che non si debbano mangiare perchè troppo caloriche. In realtà se consumate nella maniera corretta è esattamente il contrario. Saziano, sono golose, e si possono consumare in modi diversi. La farinata si può preparare tal quale o ad esempio con l’aggiunta di rosmarino o cipolle. E’ una valida alternativa più leggera anche per le persone intolleranti o allergiche al glutine o vegane alla classica pizza.
La panissa non esiste solo nella versione fritta, ma per renderla un piatto più salutare la si può tagliare a dadini e condire con un po’ di olio extravergine di oliva e sale integrale. Entrambe accompagnate ad un piatto di verdura e una fetta di pane integrale costituiscono un piatto unico e un’alternativa ad un secondo piatto di carne o pesce. Doveroso ricordare che trattandosi di proteine vegetali carenti in lisina è importante abbinarli ai cereali che sono carenti in metionina in modo da ottenere tutti gli amminoacidi essenziali per costruire le nostre proteine.

Dato l’effetto che spesso danno i ceci, ovvero quello di gonfiare la pancia, consiglio sempre di abbinare delle verdure, spezie ed erbe aromatiche dall’effetto carminativo come possono essere i finocchi, il rosmarino, il coriandolo e il cumino che aiutano a digerire meglio e ridurre i gas intestinali e masticare molto bene e a lungo.
Al di fuori della nostra tradizione ligure i ceci e la farina derivata si prestano a mille preparazioni: burger e polpette vegetali, hummus, purè, zuppe, vellutate frittate, dolci e pasta. Si anche dolci e pasta sia secca che fatta in casa, infatti vengono sempre più utilizzati dalle persone celiache essendo la loro farina priva di glutine e proteica.

D.ssa Leslye Pario
Biologo Nutrizionista
www.leslyepario.com

 

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...