La “seduttrice di celluloide” Grata Garbo raccontata a Laigueglia da Emanuela Ersilia Abbadessa

Di Giò Barbera

Greta Lovisa Gustafsson, ovvero Greta Garbo, la seduttrice fatale, misteriosa, altera e irraggiungibile che hanno contribuito in modo determinante a creare il mito della «Divina», sarà la protagonista del penultimo appuntamento di «Pillole in musica», martedì 17 novembre alle 16 nel salone delle opere parrocchiali di San Matteo a Laigueglia. Sarà Emanuela Ersilia Abbadessa a riscoprire la grande attrice svedese, bambina timida e schiva nell’appuntamento «Quando la Garbo morì tossendo», usi e riusi del melodramma nel cinema. Un’attrice che aveva un innato senso per l’eleganza e la capacità di rendere sexy i ruoli da femme fatale con quel suo stile androgino, così glamour ancora oggi, ma il dono più raro era nello sguardo magnetico, indimenticabile. Nel corso della carriera Greta Garbo ha interpretato dieci film muti e quindici sonori, alcuni dei quali sono pietre miliari della storia del cinema, da «Mata Hari» e «Grand Hotel», a «La Regina Cristina», «Anna Karenina». Ma nel 1941, a 36 anni e al massimo della popolarità, ha dovuto fare i conti con il flop del suo ultimo film «Non tradirmi con me» e disperata pronuncia la sua più celebre frase «Let be me Alone», lasciatemi sola. Declinata quest’anno a Savona a Borgio Verezzi e a Laigueglia, nella sua prima edizione, l’iniziativa ha come fulcro il melodramma ottocentesco. «Tra il serio e il faceto, mantenendo sempre il tono divulgativo e la precisione scientifica, le ultime «Pillole di musica» sono accompagnate da immagini e ascolti per tessere un’unica tela in cui la musica e la storia musicale ritrovano lo spazio privilegiato che i percorsi formativi vanno via via riducendo», spiega la protagonista degli incontri in programma a Laigueglia.  La rassegna, iniziata il 29 settembre, si concluderà martedì 25 novembre con «Violetta è Marylin!», a proposito di regia e interpretazioni dei libretti.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...