La vendemmia nella cantina Casa Lupi 1960 tra pigato e scolaresche

La scusa è banale, del resto ogni scusa è buona per entrare in una cantina nella stagione della vinificazione: fare qualche foto durante la visita di una scuola, elementare, a Casa Lupi 1960, Pieve di Teco, una delle cantine più antiche e prestigiose nel panorama enologico ligure. I bambini sono nella parte superiore della cantina, la zona imbottigliamento, mentre sotto, dove ci sono diraspatrici, presse e botti, il grosso camion con una centinaio di cassette d’uva bianca arriva per essere scaricato.

Massimo Lupi si divide tra sopra e sotto, Alex Berriolo, enologo e cantiniere, resta sotto. La cantina si sta riempiendo dell’odore dell’uva spremuta, la vendemmia è cominciata da qualche giorno, il bianco sta andando bene, il rosso si vedrà. Massimo sale sul camion e aiuta Luis a scaricare le cassette nella diraspatrice, uva schiacciata e succo d’uva vanno a finire nella pressa che lascia cadere nel grande catino d’acciaio il liquido che, tra qualche mese o qualche anno, diventerà pigato. “Una buona annata sotto il profilo della qualità, un po’ meno sotto quella della quantità, almeno per quel che riguarda i bianchi e l’ormeasco sciac-tra, per i rossi se ne parlerà tra qualche giorno”, racconta Massimo. Non capita tutti i giorni che degli scolari frequentino una cantina…”Vero, non vogliamo certo invogliare i giovani all’alcol, piuttosto far conoscere ai bambini le tradizioni, la voglia di giocare con l’uva, far sapere ai più piccoli che non esistono solo tablet e videogiochi”, racconta ancora Massimo Lupi. La prossima festa a fine vendemmia, sarà ancora per i piccoli, ma non mancherà anche uno spazio per i più grandi…e allora si potrà brindare…con i vini degli anni scorsi… 

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...