Laigueglia, universitari al lavoro per creare il primo Museo della Spiaggia

Anche gli universitari vanno in spiaggia, ma non solo per abbronzarsi, soprattutto per studiare, ricercare, fare relazione per dare vita al primo Museo della Spiaggia che sarà anche un Museo SULLA Spiaggia. Succede a Laigueglia, ai Bagni Capo Mele, per una ricerca che parte quest’anno e terminerà nel 2022, voluta dai Bagni Capo Mele, dall’associazione Fiori di Spiaggia, dalla cooperativa Spiagge 4.0 di Ceriale in collaborazione con la collaborazione dell’Università di Genova, Facoltà di Architettura e Design sezione Paesaggio con la professoressa Adriana Ghersi, il Dipartimento Architettura e Design con la professoressa Raffaella fagnoni, il Dipartimento studio Territorio e risorse con il professor Minuto; poi l’Università di Firenze, Dipartimento Scienze e Tecnologia del legno col professor Marco Togni; infine il CNR di Sesto Fiorentino, con l’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree con il professor Nicola Macchioni e la collaborazione di Lorena Sozzi e Simona Lazzeri. A coordinare il tutto il vulcanico Livio Lovisone, architetto, artista, patron dei Bagni Capo Mele, più volte sulle prime pagine per aver recuperato il giglio di mare e altre varietà botaniche tipiche della spiaggia.

“L’idea del Museo della Spiaggia nasce dalla consapevolezza che la spiaggia, nel corso dei secoli, è cambiata, un tempo era il luogo di pesca e di scambio delle merci, oggi è un teatro del relax capace di trasformarsi in locale del divertimento col calar della sera. Ma la spiaggia è anche il luogo dove la vita scorre con animaletti sconosciuti, dai piccoli granchi alle patelle che vivono tra acqua e scogli, una biodiversità da valorizzare e preservare, così come sono da studiare gli stracqui, i legni portati dalle mareggiate. Di che alberi sono? da dove vengono? la ricerca universitaria vuole rispondere a queste e a tante altre domande. Poi lo sport praticato in spiaggia, la spiaggia come fonte di ispirazione per poeti, scrittori, pittori, cineasti. E ancora la spiaggia, le spiagge, come elemento di conoscenza, scambio commerciale e culturale tra navigatori diversi. Insomma, parlare di spiaggia significa parlare di mitologia, tradizioni, economia, cultura, l’idea è quella di dare un ordine alle ricerche che si stanno portando avanti per arrivare a valorizzare un tratto di territorio che, sino ad oggi, vive per pochi mesi all’anno. Un Museo della Spiaggia servirebbe a far vivere la spiaggia non solo nel periodo balneare”, spiega Livio Lovisone.

Il Museo della Spiaggia vuole dare una nuova identità alla spiaggia, ma anche fornire uno strumento per trasformare la spiaggia in un luogo da vivere. Nel museo, naturalmente all’aperto, saranno raccontate storie, personaggi, leggende e questo variano da spiaggia a spiaggia. “E’ il nostro obiettivo, fare del Museo della Spiaggia, in fase di costruzione ai Bagni Capo Mele, un prodotto replicabile in altre spiagge, della Liguria, certo, ma anche in altre regioni e, perchè no, in altre nazioni, penso alla Corsica, ad esempio”, racconta ancora Livio. Proprio per questo i docenti e gli studenti della Facoltà di Architettura sono impegnati nella scelta di materiali e manufatti che possano essere realizzati in altre realtà.

E visto che ormai il turismo è legato strettamente al concetto di esperienza, il Museo del Mare avrà un laboratorio sensoriale basato sul sale, uno dei simboli del mare e della spiaggia, un elemento, il sale, che racchiude mistero ed esoterismo, oltre che essenza del gusto. I visitatori del Museo della Spiaggia potranno fare un “viaggio nel sale” con una esperienza che lo coinvolgerà con video, immagini, laboratori, convegni e punti di vista “diversi”, un modo per fare della visita una esperienza.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...