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L’Arnasca d’Argento va al prof. Giuseppe “Beppin” Rossi

Giuseppe “Beppin” Rossi è stato mio compagno di liceo e tutt’oggi è un caro amico. Un uomo buono, sempre sorridente, ma serio, col senso del dovere in primo piano. Laureato (uno dei primi, fine Anni ‘70) in Agraria, è stato per decenni stimato professore dell’Istituto agrario di Albenga sino a diventarne vice preside. “Beppin” non è stato solo un docente di agricoltori, piuttosto di imprenditori agricoli. Il fatto che, alle soglie della giusta pensione, abbia ricevuto la prestigiosa Arnasca d’Argento è un doveroso tributo alla sua carriera.

 

Per Arnasco, Valle Arroscia savonese, la consegna dell’Arnasca d’Argento (dal nome dell’omonima cultivar olivicola) è la giornata più importante, il fiore all’occhiello delle attività della Cooperativa olivicola di Arnasco, fondata nel 1984, con oltre 300 soci e una produzione di eccellenza di olio extravergine di oliva biologico, una “star” in bottiglia dal gusto delicato ed effetti benefici per la salute. Oltre a Giuseppe Rossi, sabato 8 settembre, è stata premiata la multinazionale greca Vioryl che detiene il brevetto delle trappole per la cattura massale della mosca olearia, evitando così l’uso di insetticidi chimici.  “Il progetto sulla cattura massale è partito circa vent’anni fa, seguito dai nostri tecnici, a cominciare dal dott. Gianluca Bico e dal prof. Ruggero Petacchi dell’Istituto Sant’Anna di Pisa, mentre la Vioryl ha fornito le trappole”, spiega Luciano Gallizia, fondatore e anima della Cooperativa Olivicola, di cui è presidente da oltre trent’anni. Il premio Gianni Alberti, indimenticato e indimenticabile funzionario della Cia prematuramente scomparso, è stato consegnato all’istituto Agrario di Albenga, sono premiati i ragazzi che hanno creato una crema viso antiossidante con gli “scarti” del carciofo violetto di Albenga.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...