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L’eccidio di Testico in una canzone di Aikardi che racconta il bisnonno, unico superstite della furia nazifascita

“Eri il nonno di mio papà, oggi io non sarei qua!”, con queste lapidarie parole termina L’Eccidio Di Testico, l’ultima fatica musicale dello sceneggiatore e musicista Davide Aicardi e prima in assoluto come cantante solista. Il suo nome, solitamente avvicinato alle sceneggiature di alcuni fumetti, serie televisive e brand di successo come Camera Cafè, Winx Club e Topolino, potrà da oggi essere associato anche a quello di cantautore… suo malgrado, come ci tiene a sottolineare. “Non avrei mai voluto mettermi davanti a un microfono, cantare non mi fa sentire a mio agio…” precisa Davide, già chitarrista e songwriter della band di pop-rock elettronico Messer DaVil, “…ma mi sono ritrovato con alcune canzoni che parlano della mia esperienza personale, dei miei affetti e della storia della mia famiglia e sentirle cantate da altri mi dava una strana sensazione.”.

Per colmare l’insicurezza artistica Davide, che ha firmato il singolo uscito, non a caso, il 25 aprile, in concomitanza con la celebrazione della festa della liberazione, con lo pseudonimo artistico di Aikardi (“Perché le piattaforme streaming erano già colme di Aicardi con la c”, spiega) si è affidato alle mani esperte del producer Alessandro Mazzitelli, con il quale è solito collaborare per tutti i suoi progetti musicali. “Come sempre Ale ha saputo tirare fuori l’atmosfera perfetta per il brano e per lo stato d’animo che deve raccontare e trasmettere. Senza di lui questo singolo non sarebbe mai uscito.”. Aicardi, anzi, Aikardi, precisa che è merito del produttore se l’ultima frase appare nella versione definitiva perché secondo l’autore era troppo didascalica e avrebbe voluto eliminarla. “Durante la registrazione ho manifestato le mie perplessità sull’ultima parte del testo ma Mazzi mi ha detto chiaramente che, secondo lui, senza quella chiosa avrei raccontato solamente una storia avvenuta molti anni fa, in un tempo ormai, purtroppo, percepito come lontano e sbiadito, lasciandola invece, sarebbe stata la miastoria e quindi sarebbe potuta diventare anche quella di molti altri!”. Davide ha voluto mettere in musica un evento storico avvenuto agli sgoccioli della seconda guerra mondiale, precisamente il 15 aprile 1945, a dieci giorni soltanto dalla liberazione. In quel giorno, alcuni soldati tedeschi della Wehrmacht, senza motivo apparente se non quello della frustrazione per la guerra ormai persa, salirono verso il paesino di Testico, situato nell’entroterra ligure, sopra Alassio, in provincia di Savona, sequestrarono 30 civili per portarli poco più in alto e, lì, fucilarli tutti. Tra essi non c’era nessun partigiano. Solo i paesani di un’amena località in mezzo alle colline. Contadini, pastori, madri, padri, mogli, mariti e figli. L’unico dei prigionieri che riuscì a fuggire fu il bisnonno di Davide, Riccardo Aicardi che spinto dallo spirito di sopravvivenza saltò oltre un declivio, fuggendo lontano. “Non so cos’ha provato il quel momento, io non avrei nemmeno avuto la forza di ragionare…”, dichiara l’autore, “…ma il pensiero del produttore sull’appartenenza intellettuale e culturale più ampia rispetto alla singola percezione di una storia come questa mi ha colpito, è più che giusto. Molti giovani, oggi, si atteggiano mostrando con disinvoltura simboli e ideologie appartenenti a quel periodo. Quello che vorrei è che ascoltando questa canzonetta e arrivando al passaggio finale comprendessero questo butterfly effect e pensassero che se il loro bisnonno fosse stato tra quelle vittime o tra le migliaia di vittime di altre rappresaglie nazi-fasciste avvenute in tutta Italia in quel periodo loro oggi non sarebbero qua.”. L’incedere del brano, a volte rabbioso, a volte malinconico, sempre commovente, si concentra sul ricordo delle vittime, amiche del bisnonno Riccardo, che né lui né i loro cari avrebbero mai più potuto rivedere. Come da tradizione di un tempo, oggi Riccardo Aicardi è il nome che portano i nipoti del sopravvissuto: il papà di Davide, scrittore comico e giallista, ex professore di storia e filosofia ormai in pensione e il suo omonimo cugino primo, ancora residente a Testico, celebre per essere stato più volte campione italiano di pallone elastico. Riguardo al futuro come cantautore, Aicardi ci tiene a precisare: “Non so se avrò mai più il coraggio di pubblicare qualcosa cantato da me… valuterò a seconda dell’urgenza dell’argomento e del mio stato d’animo! Non è stato facile cantare questo testo e ancora adesso, quando lo riascolto, ci sono alcune parti che mi muovono alle lacrime. Ringrazio però chi vorrà concedere la sua attenzione al brano, rifletterci, provare a comprenderlo, proporlo ad altri, parlarne e condividere con me questa rabbia e questo dolore. Per non dimenticare.”. L’Eccidio Di Testico di Aikardi è stato anticipato da un videoclip visibile su Youtube ed è attualmente disponibile su Spotify e tutte le piattaforme streaming.

c.s.

 

https://www.youtube.com/watch?v=MT8PN1tUXPM

 

https://open.spotify.com/intl-it/artist/744Uuqhk2JVL5phiDvQb59?si=ZcJ7lHTBRAWH5YwQUXFsMA

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...