Libereso Guglielmi, l’anarchico giardiniere di Calvino, in un diario presentato al Salone del Libro di Torino

Venerdì 10 maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino (Sala Avorio, alle 17:30), sarà presentato il Diario di un giardiniere anarchico, di Libereso Guglielmi, a cura di Claudio Porchia (Pentàgora, aprile 2019), con la partecipazione del Curatore e della professoressa Elena Accati dell’Università di Torino.

Una vita straordinaria, quella del ‘giardiniere di Calvino’, raccontata in prima persona con penna leggera, libera e appassionata, e accompagnata dai taccuini dedicati agli studi sugli alberi, al mimetismo in natura e alla teoria degli innesti. Il nuovo libro curato da Claudio Porchia, giornalista e amico che lo ha accompagnato negli ultimi dieci anni di attività, segue di qualche mese la pubblicazione dell’Erbario di Libereso, con lo stesso obiettivo di rendere disponibili al grande pubblico i suoi preziosi materiali: dagli appunti botanici ai disegni, dalle ricette alle poesie. In questo caso si tratta di racconti di episodi della sua vita affascinante che Libereso aveva preparato per una importante casa editrice che poi ne aveva abbandonato il progetto di pubblicazione, ripreso ora dalla famiglia in collaborazione con la casa editrice Pentagora.

Libereso Guglielmi (Bordighera, Im, 1925 – Sanremo, Im, 2016) Giardiniere, floricoltore, disegnatore; ha lavorato nella Stazione sperimentale di Foricoltura di Sanremo diretta da Mario Calvino, del quale curò i giardini e divenne amico di suo figlio Italo; capo giardiniere del giardino botanico Myddletown House e ricercatore presso l’Università di Londra. Viaggiatore e instancabile naturalista, ha scritto su riviste di botanica e giardinaggio. Nell’ultima fase della sua vita si è dedicato alla didattica e alla divulgazione.

Claudio Porchia, giornalista, saggista, promotore di eventi culturali, cura le rubriche culturali e gastronomiche dei quotidiani del gruppo Morenews. È presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...