L’Uccellino azzurro e il Segreto della felicità in scena a Borgio e Finale Ligure col Barone Rampante

La Compagnia del Barone Rampante presenta “L’Uccellino Azzurro e il Segreto della Felicità “ (dalla fiaba teatrale di Maurice Maeterlinck L’Oiseau bleu). Lunedì 29 luglio 2019 alle 21 al Cinema Teatro Gassman di Borgio Verezzi;  Giovedì 8 agosto 2019 alle 21.30 alla Fortezza di Castelfranco a Finale Ligure. 

Regia e Adattamento Gianmaria Martini:  Scene e Costumi Anna Varaldo, Beatrice Iannello; Luci Pietro Zanella; Fonica Mirco Piludu. Con La Compagnia del Barone Rampante. La Compagnia del Barone Rampante è una Associazione Culturale di Promozione Sociale di Borgio Verezzi espressamente dedicata alla formazione teatrale e artistica delle giovani generazioni e organizza svariati corsi ed eventi avvalendosi  della collaborazione di attori e artisti professionisti. E questo spettacolo nasce da una ormai lunga collaborazione di Gianmaria Martini con questa compagnia, una realtà che in quattordici anni ha saputo fare di Borgio Verezzi una città teatralmente sempre viva, un centro di formazione e studio di ottimo livello per i giovani della città e della provincia che in tutti questi anni hanno imparato ad amare e conoscere il teatro, alcuni arrivando anche a farne una professione, nei più diversi ambiti. 

Gianmaria Martini: attore triestino, diplomato al Teatro Stabile di Genova, membro del gruppo di ricerca teatrale internazionale EuAct fondato da Paolo Antonio Simioni, ha all’attivo ruoli teatrali da protagonista con registi come Valerio Binasco, Emanuele Conte e Francesco Macedonio; al cinema è stato diretto, tra gli altri, da Stefano Accorsi, Ferdinando Vicentini Orgniani, Matco Tullio Giordana e Daniele Vicari, per la televisione è stato tra i protagonisti delle serie televisive “I Cesaroni”, “Un caso di coscienza”, “Il bene e il male” e “1992”, “Non uccidere 2”.

Note di Regia

L’Uccellino Azzurro è il viaggio, l’odissea simbolico-esistenziale di Tytil e Mytil, giovani fratelli ma soprattutto categorie dell’animo umano alla ricerca del Segreto della Felicità. Tytil e Mytil, rappresentanti dell’intera umanità, durante il viaggio attraverso  la conoscenza delle grandi e altissime tematiche umane e esistenziali, odissea che diventa l’unico fine della ricerca, imparano a comprendere e ad accettare pienamente la bellezza delle cose, il miracolo dell’esistenza che prima inconsciamente deprezzavano togliendogli di valore per proteggersi dalla sofferenza e dall’abisso della fine e della morte. Al termine del loro cammino i misteri non vengono svelati, tutto lassù, rimane così com’è, ma si attua, per i ragazzi, un cambiamento “orizzontale”, concreto e più grande, attraverso le categorie orizzontali, un cambiamento nel loro sguardo sul mondo ( “ouvre tes yeux !”) che farà amare loro la vita in modo totale e selvaggio, consci, finalmente che l’essere nati costituisce già in se’ un miracolo e la realizzazione di uuna possibilità su un numero infinito.

Mi sono avvicinato a questa fiaba teatrale, che risente evidentemente delle influenze del Simbolismo francese dell’epoca, rivestite però di cliché di impianto moralistico (il Tempo descritto come un vecchio burbero ecc) e razionale, cercando di scoprire “l’inconscio” di questa scrittura drammatica, attraverso le intuizioni degli attori, con cui non ho lavorato quasi mai a tavolino, perché ho intuito che solo dal testo “agito” si poteva liberare il suo “inconscio” con le sue verità e creatività bambinesche e i non sense che sgorgavano  così imprevedibilmente da un impianto di una scrittura troppo ridondante che solo in questo modo in scena poteva diventare contemporanea, sintetica, asciutta, essere compresa e restituire a noi spettatori del Ventunesimo Secolo la verità delle cose e il nuovo sguardo sul mondo di Tytil e Mytil. 

Coscio e inconscio, categorie orizzontali e verticali dunque, che nella recitazione diventano due cifre, una grottesca e una naturalistica, la commistione di due metodi (Strasberg e Stanislavskji) che si adattano alle circostanze e nelle scelte musicali una miscellanea di gusti e contenuti differenti, dalla solennità lirica della Traviata, al Classic Rock dei Led Zeppelin. 

 

Gianmaria Martini

 

Note Scenografia e Costumi

 

I personaggi si muovono in uno spazio neutro in cui i diversi mondi, che faranno da sfondo al percorso di maturazione e crescita dei protagonisti, prendono vita mediante il preciso utilizzo degli elementi scenografici e delle luci. Il simbolismo sotteso al testo viene presentato allo spettatore mediante un muro multimediale, unico elemento fisso, al cui interno si succedono immagini scomposte. I costumi non costituiscono la  rappresentazione dell’immaginario favolistico dell’autore, ma sono il frutto di un processo creativo attuato con i ragazzi al fine di supportare il loro lavoro interpretativo.

 

Anna Varaldo 

Beatrice Iannello

Biglietti: intero 15 Euro; ridotto 12 Euro (ridotto per under 10,  Over 65, soci Barone Rampante). Tutti i biglietti saranno acquistabili presso il Teatro Gassman e La Fortezza di Castelfranco anche il giorno stesso dello spettacolo a partire dalle 20 in poi. Prenotazioni telefoniche e via mail: 348 / 8978694‬‬ c.ilbaronerampante@libero.iti 333/7381561 Informazioni e prevendita per Finale Ligure: Libreria Cento Fiori Via Ghiglieri,  1 Finale Ligure tel. 019.692319

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...