Marika Amoretti intervistata dal Cala: “Ecco perchè dovete venire all’Imperia Unplugged Festival”

Alberto il “Cala” Calandriello propone questa volta una importante iniziativa musicale attraverso una bella intervista a Marika Amoretti, membro di Imperia Musicale, organizzatrice di Imperia Unplugged Festival che si svolgerà dal 5 al 7 agosto a Imperia.

Ciao Marika, raccontaci la nascita di questo festival

L’Associazione Culturale Imperia Musicale è nata da un gruppo di amici, con esperienze pregresse da musicisti o organizzatori di eventi, con due scopi: realizzare iniziative benefiche, come la raccolta di fondi per il concittadino Sergio Salvagno, e creare occasioni per suonare musica propria. Abbiamo riflettuto sul fatto che, mentre è relativamente facile ottenere serate nei locali o nell’ambito di manifestazioni suonando cover, le opportunità per proporre brani originali sono molto rare. Gli artisti che hanno talento e meriterebbero degli spazi per farsi ascoltare invece ci sono. Da qui è nata l’idea dell’Associazione, che è attiva con piccole e grandi iniziative 365 giorni l’anno.

L’Imperia Unplugged Festival è l’evento principale di Imperia Musicale e, dopo aver ospitato negli anni artisti come Zibba, Ermal Meta, Emanuele Dabbono, L’Aura e Nathalie, è giunto alla quinta edizione. Si è sempre svolto ad Imperia Oneglia, avendo come fulcro la caratteristica Piazza San Giovanni, che rimane la location delle prime due serate, mentre il 7 agosto verrà utilizzato il nuovo spazio della Banchina Aicardi.

L’edizione 2019 del Festival è nata, come negli anni precedenti, dal confronto tra noi soci: cosa ha funzionato, quali aspetti avremmo potuto migliorare, e abbiamo iniziato con mesi di anticipo a fare nomi di artisti che avremmo voluto provare a ingaggiare. Abbiamo deciso di mantenere la formula su tre serate. Quella del 5 agosto incentrata sulla presentazione di libri legati in qualche modo alla musica. Quella del 6 con il Premio Imperia Musicale, un contest che è l’evoluzione del “Palco aperto” dei primi anni, in cui chiunque poteva salire sul palco, utilizzare la strumentazione messa a disposizione dai noi ed esibirsi. A fronte di un numero troppo elevato di candidati, abbiamo deciso di fare una scrematura preliminare e dare spazio a 12 finalisti, che verranno valutati da una giuria di esperti. Il 7 avremo l’evento centrale, aperto dal vincitore del contest, a cui seguiranno The Niro e Alexia. 

Come mai la scelta dell’Unplugged, dell’acustico, per abbassare i toni o per sottolinearne la bellezza?

Le motivazioni sono diverse. Da principio, il contesto: far suonare in un ambiente come quello di Piazza San Giovanni musica elettronica o particolarmente “rumorosa” sarebbe stato fuori luogo. Poi considera che parte integrante dell’Unplugged è sempre stato il “Palco aperto”: far suonare quindici, venti artisti diversi uno di seguito all’altro richiede una gestione agevole e rapida dei cambi. 

Credo però che la ragione vera sia che l’acustico è nell’attitudine di noi soci, affascinati più alla sostanza che alla forma: in versione unplugged se un artista è bravo, lo si apprezza al massimo, è una vera soddisfazione ascoltarlo!

Come risponde Imperia a questa manifestazione?

Risponde bene, meglio di quanto ci aspettassimo quando abbiamo pensato di intraprendere questa avventura. Sicuramente il fatto che i concerti si svolgano in centro, in un luogo di passaggio, aiuta. Ed è fondamentale che tutti i nostri eventi, da sempre, sono gratuiti, per scelta. Ormai possiamo dire che il Festival è un appuntamento fisso per residenti e turisti, che vengono anche quando non sono particolarmente appassionati di musica e non conoscono gli artisti in programma, con curiosità. Come si è instaurato un rapporto di fiducia con il Comune, è successo anche con il pubblico.

Oltre alla serata conclusiva con “i big” ci sono anche due serate di promozione,  per scrittori e per cantautori emergenti, ha ancora senso oggi in Italia scrivere libri e canzoni?

Certo che sì! In quanto professoressa di Lettere e organizzatrice senza alcun scopo di lucro di eventi principalmente musicali, non posso pensarla diversamente. Secondo me ha senso scrivere libri e canzoni quanto leggere e ascoltare, sono regali che qualcuno riceve da utente e qualcun altro, dotato di talento, fa all’umanità. Non importa quanti siano i lettori o gli ascoltatori, se quello che hai espresso arriva anche a pochissimi ma fornisce uno spunto di riflessione, un punto di vista diverso, li fa sentire simili a te, vale la pena.

Imperia Musicale è sicuramente una squadra vincente, ce la vuoi presentare?

Ringrazio per il complimento, e lo trasmetto ai miei soci. Sicuramente siamo una squadra. Un manipolo di persone che, dopo aver avuto esperienze più o meno lunghe e più o meno professionali nel campo musicale, ha deciso di intraprendere un progetto per il gusto di farlo. Credo che fondamentali siano due elementi: l’affetto e la stima tra noi, perché se non fossimo amici, sarebbe diverso, e la mancanza di un tornaconto economico.  Ognuno di noi mette a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per il progetto. Formalmente il Direttivo è costituito da Nico Zanchi presidente, Chiara Ragnini vicepresidente, io segretaria e Alessandro Valzano e Valter Daziano consiglieri, ma ci sono altre figure centrali, tra cui Marco Moraglia ed Eugenio Ripepi, ad esempio. Ma, nella pratica, ognuno fa quello di cui è capace, senza ruoli rigidi. Quindi è prevalentemente Nico a gestire gli aspetti istituzionali e burocratici, Chiara la grafica e la promozione, io mi occupo di accogliere gli artisti e a volte presento, Marco è il nostro fonico numero uno ed Eugenio presenta… ma i compiti sono, all’occorrenza, intercambiabili. Ad esempio, è Nico a contattare i management degli artisti per ingaggiarli, ma se uno di noi conosce qualche cantante che vorremmo chiamare, magari è lui a fare la prima “telefonata esplorativa”.

Mi fa piacere ricordare i nostri volontari: si tratta per lo più di ragazzi che vanno dai 16 ai 25 anni che danno un apporto fondamentale nell’organizzazione mantenendo il sorriso ed entusiasmo anche quando svolgono compiti pesanti come spostare sedie o fare avanti e indietro da un luogo a un altro sotto il sole.

Dacci un buon motivo per venire ad ognuna delle tre serate, uno per serata 

Solo uno? Ci provo.

5 agosto: perché si tratta di tre mini-spettacoli originali, realizzati appositamente o, quantomeno, adattati al nostro Festival.

6 agosto: perché sarà diverso da molti altri contest: no cover, no basi, ma solo strumenti acustici, e solo ed esclusivamente brani propri, due ciascuno.

7 agosto: perché ci saranno tre artisti di talento autentico in una stessa sera.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...