Matteo Galeotti

Questa settimana Paolo Tavaroli, presidente e anima del Circolo fotografico San Giorgio, ci propone ancora una bella e suggestiva  fotografia di un appassionato e valido socio capace di fare filosofia con uo scatto.

“L’estrema variabilità atmosferica d’inizio autunno ha regalato, tra i fenomeni estremi, due mega arcobaleni visibili in giorni diversi da gran parte del ponente ligure. Lungo la passaggiata di Alassio ho potuto vedere ad ogni balcone di Hotel uno o più turisti muniti di dispositivi elettronici e intenti ad immortalare lo spettacolo. Ciò schivando l’esercito di selfisti che in strane pose davano le terga al mare della baia sovrastato dagli archi iridati. Si tratta di un nuovo e imponente rito collettivo e di massa dalle dimensioni così generali che lascia sbigottiti, innescando discussioni e riflessioni (leggere il bell’articolo di Isabella De Silvestro:  https://thevision.com/cultura/italo-calvino-fotografare-ricordi/?fbclid=IwAR0VwkyxLndi4py26ECl9TH5LP-_nQmk8o5Mu1FwZwJQgiSkg7WhCUZgX-0).

Ma i fotografi restano capaci di vedere quello che la maggioranza degli umani non vedrà di primo acchito, come Matteo Galeotti che ha tratto dalla mischia una foto-capolavoro per rigorosa composizione in stile minimale, un diverso e sorprendente punto di vista, con una potenza evocativa da copertina di Album dei Pink Floyd o di film tipo The day after. 

In compenso, a pareggiare i conti tra popolo della istant photo e fotografi più consapevoli, resta la possibilità per tutti di non aver visto ciò che conta davvero”.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...