Nasce un Consorzio per promuovere, valorizzare e tutelare l’Aglio di Vessalico

Un gruppo di Produttori, riunitisi in Consorzio, rilanciano il recupero di un’antica coltivazione tipica del Ponente Ligure che dal Comune di Aquila d’Arroscia, passando attraverso gli 11 Comuni dell’Unione dell’Alta Valle Arroscia, giunge sino a Vessalico frontiera secolare di scambi commerciali: una “pepita bianca”, frutto delicato e digeribile della terra, l’Aglio di Vessalico. L’aglio di Vessalico si distingue per il sapore delicato e la digeribilità, che hanno contribuito alla sua riscoperta e valorizzazione negli ultimi quindici anni, con crescenti richieste di mercato. Ed è un ottimo ingrediente per preparazioni tipiche liguri e si presta anche ad altre lavorazioni e modalità di consumo trasformato.

Per l’Alta Valle Arroscia l’aglio è una coltivazione tradizionale sia per il terreno drenante che per i piccoli appezzamenti poco irrigui; il gruppo di agricoltori e di appassionati, soci del Consorzio, sta conducendo le prove finali per ritrovare un ecotipo originario tale da conseguire la certificazione IGP; nel frattempo si imposta la selezione dei bulbi migliori per dare vigore e adattabilità alla pianta, e trovare le migliori opportunità quale Organizzazione di Produttori di coltivare un prodotto di eccellenza.

Del Consorzio fanno oggi parte 12 soci, con volumi che per il 2021 sono stimati sui 250 quintali di prodotto, un periodo di mercato che va dal 02 luglio al 28 febbraio e un prezzo di vendita che da un paio di anni è salito a oltre 16 euro al chilo.

Nel disciplinare, già depositato al MISE, il Consorzio dettaglia le modalità di produzione, confezionamento e vendita, le quali tengono conto degli “antichi saperi” e prescrivono per esempio l’essiccatura di almeno 40 giorni su graticci per poi essere ripuliti e confezionati manualmente in trecce e mazzetti, pronti per una vendita che ha la sua forza nel canale diretto, in azienda e nelle fiere, ma non disdegna i punti di eccellenza dei canali distributivi.

Il 2020/21 hanno visto rallentare le manifestazioni, ma i produttori di aglio confidano di vendere bene in questa prossima stagione alle porte. Lo rimarca convinto Gabriele Ghersi, presidente del Consorzio: “Siamo soddisfatti e crediamo fortemente nelle prospettive, perché in questi anni è stato un continuo crescendo e i segnali positivi non sono venuti meno. Sicuramente l’aglio, per mantenere un prodotto di eccellenza,  richiede tantissimo lavoro manuale, dalla coltivazione alla preparazione. La qualità e le caratteristiche sono decisamente apprezzate, molti lo preferiscono ormai alle altre tipologie per la sua digeribilità. Grazie all’essiccazione lenta e molte altre attenzioni si conserva a lungo, c’è anche chi fa scorta”.

c.s.

 

P.S. L’Aglio di Vessalico, ormai da anni, è Presidio Slow Food per i coltivatori soci della Cooperativa La Resta

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...