Noli, lo storico ristorante Nazionale sarà gestito dallo chef stellato Giuse Ricchebuono

Ai suoi tavoli, negli Anni ‘50 e ‘60, non era raro trovare l’ultima regina d’Italia, Maria Josè, che si faceva accompagnare a Noli, al ristorante Nazionale, per gustare i ravioli di pesce, ricetta esclusiva dello storico ristorante, nato nel 1916 come bottiglieria, tramandata dalla famiglia Gambetta alla famiglia Pistarino, che la trasforma in ristorante, il Nazionale nel 1950 passa ai coniugi Fontana, per restare nella loro famiglia fino a oggi. Nel 1966 subentrano la figlia Stefania con il marito Pierantonio Bozzo, saldamente al timone del ristorante fino ad oggi. Dal 7 febbraio, infatti, il Nazionale riaprirà ma alla guida della cucina ci sarà lo chef stellato Giuse Ricchebuono.

 

“Ricordo ancora il sapore e i profumi dei cibi che i miei genitori mi hanno fatto scoprire già in tenera età proprio in questo ristorante”, commenta con un pizzico di commozione Ricchebuono. E aggiunge: “Pensare che ora sarò io con la mia famiglia a portare avanti questa attività mi emoziona particolarmente”. “Conosciamo Giuse da quando, ancora bambino, veniva al ristorante insieme ai suoi genitori”, racconta Stefania Fontana. “L’abbiamo visto crescere nella vita privata e professionale. Proprio perché lo conosciamo bene o lo stimiamo, come uomo e come professionista, abbiamo pensato a lui per dare continuità alla nostra attività, non potendone portare avanti la tradizione nell’ambito della nostra famiglia” conclude. “Lasciamo a lui un pezzo molto importate delle nostre vite, oltre che del nostro lavoro, con la certezza che la tradizione e la qualità che negli anni hanno contraddistinto la nostra cucina, con Giuse saranno in ottime mani”, gli fa eco Pierantonio Bozzo, cuoco e capo carismatico alla guida delle cucine del Nazionale per 52 anni.

“Ringrazio Pierantonio e sua moglie Stefania per la fiducia che mi hanno accordato, affidandomi una attività che per loro non rappresenta solo tanti anni di lavoro – dapprima coi loro genitori e poi coi loro figli – ma di vita. Ho preso un impegno con loro e farò di tutto per rispettarlo e per soddisfare anche i loro clienti più esigenti e affezionati”, dice ancora Giuse Ricchebuono.

Chef presso il Ristorate Vescovado a Noli dal 2009 (che, ovviamente, non lascia), Ricchebuono ha già pensato a un menu fedele alla storia e alla tradizione del Nazionale, con una cucina classica di mare, leggermente rivisitata e integrata con qualche innovazione in “stile Ricchebuono”, con piatti d’autore in un contesto informale e accogliente, che “sa di casa”. In pratica i piatti della tradizione, dai ravioli di pesce al polpo con patate, dal pesto al pescato del giorno, rimarranno nel menù che, oltretutto, non sarà ritoccato nei prezzi (antipasti sui 12 euro, così come i primi, poco di più i secondi), così come non sarà rivoluzionato il locale, a partire dello storico dehors. Un occhio di riguardo alla cantina, con spazio ai vini liguri, ma con tante sorprese italiane e internazionali. Nel futuro il ristorante sarà leggermente ampliato, con un locale destinato a diventare cantina, ma anche punto per degustazioni e cene conviviali. Anche gli orari saranno elastici, apertura a pasto e cena, chiusura settimanale il martedì.

“Un team di lavoro giovane ed entusiasta, sia in cucina che in sala, sotto la mia supervisione, accoglierà un pubblico che potrà essere molto trasversale: famiglie, coppie, gruppi di amici ma anche professionisti che qui potranno organizzare pranzi di lavoro o consumare piatti veloci”, conclude Giuse Ricchebuono.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...