Non solo ricette della tradizione, all’Agriturismo Nonna Litta di Albenga anche le pizze sanno di Liguria

Che si mangiasse bene lo sapevamo per esserci già stati qualche anno fa, una cucina di stampo ligure, ravioli, coniglio, torte verdi, verdure ripiene e tutto quello che arriva dall’orto di famiglia, quel che incuriosiva, invece, era la novità di questa estate, le pizze del giovedì e della domenica. Nessuna delusione, anzi, ma andiamo con ordine.

Si parla dell’Agriturismo Nonna Litta, vera bomboniera di Campochiesa d’Albenga (so che gli antichi residenti se ne avranno a male, Campochiesa era Comune un tempo), nascosta dagli sguardi indiscreti della vicina strada che collega Albenga a Ceriale nel cuore della Piana, oasi nel verde. Merito di Chiara ed Emanuele Della Valle, che non hanno mai ceduto alle sirene della speculazione edilizia, ed oggi anche di Tamara Sanguineti che da alcuni anni ha voluto trasformare il vecchio casolare in agriturismo. Della cucina ligure abbiamo detto, passiamo alle pizze. Nell’attesa non si può evitare un antipasto misto con soufflè di zucchine trombetta, cipolle ripiene, frittatine di verdure, la Liguria in un piatto, insomma, ma anche una ricca porzione, sempre per antipasto, di vitel tonnè o insalata russa. Le pizze sono una sorpresa (nella lista anche tanti ingredienti, verdura soprattutto, dell’orto), anche se chi ama quella alta, col “balcone” potrebbe rimanere deluso. Sono larghe, sottili, friabili e morbide assieme, merito delle 48 ore di lievitazione. La margherita (la più semplice, la più difficile tra le classiche) è una esplosione di gusto, sorprende soprattutto il pomodoro, dolce e avvolgente (il sospetto è che non sia industriale, ma una passata artigianale, se non addirittura casalinga). Rubando pezzetti delle pizze dei miei commensali (tranquilli, tutti congiunti, nessun pericolo Covid) ho apprezzato l’equilibrio degli ingredienti, sia in quella gorgonzola e salsiccia, sia in quella con gorgonzola, pancetta e peperoncino, brava Tamara! Buona la scelta di eliminare il coperto (e la prima bottiglia d’acqua è compresa), che alla fine fa apprezzare il conto, molto onesto. L’ambiente, una pergola elegantemente rustica immersa nell’ampio giardino, il servizio cordiale, ma non affettato, la vocazione ad essere un locale per famiglie (ma è talmente ampio che nessuno si da fastidio, e il menù ridotto per bambini sottolinea l’attenzione per i più piccoli), fa di Nonna Litta un posto da ritornare.

P.S., a distanza di 4 ore nessun problema con la sete, la lunga lievitazione non è solo per meri motivi di gusto!

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...