Olive e chinotto di Savona, il Chin’Oro conquista la Liguria del gusto

“Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”, è il Perozzi, un fantastico Philippe Noiret, nei panni di un giornalista fiorentino, che racconta come nasce uno scherzo da “Amici miei”. Ecco, senza arrivare a tanto, si può dire che il Chin’Oro nasce da un colpo di genio, anche se Mirko Druetti, titolare dell’antico Frantoio Tavian (del 1724 il primo documento di nascita, a Segno, entroterra di Vado Ligure), racconta che l’idea del Chin’Oro gli è venuta in moto, due ruote, come quelle, visibili, in un frantoio (in effetti in un frantoio c’è una terza ruota, nascosta, sotto le macine), e proprio per questo il testimonial del Chin’Oro è tal Marco Lucchinelli, icona, mito ligure del motociclismo, Campione del Mondo della classe 500 quando le moto non erano elettronica, ma motore, coraggio, traiettorie, incoscienza. MV Agusta e Suzuki le sue propaggini, che ancora oggi resistono.

 

Ok, dirà il lettore, ma che cosa è il Chin’Oro? Un olio di olive liguri spremuto assieme al Chinotto di Savona, Presidio Slow Food, quindi non un olio aromatizzato, ma un vero e proprio prodotto innovativo, ma tradizionale.

Un prodotto, da qualche giorno, brevettato, e premiato in Francia proprio per le sue proprietà, di gusto, organolettiche. E proprio per il brevetto e per il premio, arrivato dopo quattro anni di produzione quasi segreta, l’Antico Frantoio Tavian ha pensato di festeggiare i grandi traguardi che, per inciso, comprendono partite di Chin’Oro esportato in Francia (sa vans sans dire) e addirittura in Cina. E dove ha festeggiato? Ovvio, grazie alla “mafia” di Sant’Ermete, Valle di Vado, da uno dei primi e più prestigiosi estimatori del prodotto, Giuse Ricchebuono, chef stellato del Vescovado di Noli che lo ha proposto in un buffet di altissimo livello, accompagnato dal pigato Saleasco di Marcello Calleri e dal Rossese di Sancio, vini del cuore come i piatti di Giuse.

E il Chin’Oro? “Piace, siamo contenti, vogliamo spingerlo ancora di più, farlo diventare un prodotto che accompagni i piatti della Liguria. Soprattutto vogliamo far capire che non si tratta di un olio aromatizzato, ma di un vero e proprio prodotto a parte, un prodotto che unisce due eccellenze come l’olio ligure e il chinotto di Savona, due eccellenze, noi frangiamo le olive migliori e i migliori chinotti per questa essenza di Liguria, un prodotto nuovo che nasce dalla tradizione”, spiega Mirko Druetti, ma le parole non bastano a spiegare, la cosa migliore è assaggiare un prodotto unico, capace di accompagnare pesce e carne, verdure e focacce…

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...