Paolo Rossi racconta Odisseo ad Albisola Superiore

La rassegna di Teatro Pubblico Ligure ad Albisola Superiore prende il via lunedì 15 luglio, alle ore 21.15, alla Terrazza sul Mare con Paolo Rossi e il suo racconto sulla Maga Circe, il canto X di Odissea un racconto mediterraneo, progetto ideato e diretto da Sergio Maifredi con il proposito di riportare alla narrazione orale il poema omerico, uno dei testi centrali della cultura occidentale. In caso di pioggia lo spettacolo, a ingresso libero, va in scena al Palazzetto dello Sport. La rassegna è prodotta da Teatro Pubblico Ligure e STAR Sistema Teatri Antichi Romani con la direzione artistica di Sergio Maifredi e il sostegno di Città Albisola Superiore – Assessorati Turismo e Cultura.

Paolo Rossi è stato il primo cantore di Odissea un racconto mediterraneo nel 2009 e da allora, anno dopo anno, lo spettacolo si è arricchito. Ora si arriva a Odisseo dopo un prologo sulle Troiane di Euripide, in cui Rossi ha recentemente debuttato al Teatro Greco di Siracusa, nel ruolo di Taltibio. Troia brucia e le donne si incamminano verso le nave dei vincitori, senza sapere quale viaggio sarà nel loro destino. Così si arriva al viaggiatore per eccellenza, Odisseo, di cui ha cantato le gesta Omero. Il dio Eolo ha dato a Odisseo l’otre che imprigiona i vènti contrari al ritorno ad Itaca. I compagni di Odisseo aprono l’otre, i vènti si scatenano e i marinai sono in balìa del mare per nove giorni. I giganti Lestrigoni massacrano parte dei compagni di Odisseo, indi finalmente giungono all’isola di Circe. La bella dea trasforma gli uomini in porci facendo loro scordare il ritorno. Odisseo riuscirà a liberare i suoi compagni ed a riprendere il viaggio. Paolo Rossi trova infiniti spunti da questo canto per chiosare ogni suo pensiero sulle donne di Omero e non solo. La sua lettura sa restituirci anfratti dell’Odissea che altrimenti rischiano di perdersi, fagocitati dall’insieme. Infine Rossi giunge nel finale a un altro percorso, questa volte recente, quello che ha davvero vissuto con Enzo Jannacci, durante tante tournée. Con la Jannacceide si chiude il racconto. Antico e moderno, passato e presente, tutto si tiene nel racconto di Paolo Rossi, perché ogni uomo è il protagonista del proprio viaggio e della propria odissea.

La rassegna prosegue domenica 21 luglio, sempre sulla terrazza alle ore 21.15 con Le Sirene, canto XII di Odissea un racconto mediterraneo interpretato da Patrizia Milani. L’ultimo appuntamento sulla terrazza è lunedì 12 agosto con uno spettacolo di drammaturgia contemporanea scritto dal tedesco Robert Schneider, Schifo – Dreck con Graziano Piazza diretto da Cesare Lievi, per una produzione di Teatro Pubblico Ligure in coproduzione con Fondamenta Teatro e Teatri. Al centro della scena c’è un uomo solo che vende rose, uno dei tanti che vediamo tutti i giorni, uno straniero indicato da tutti come un rifiuto, parola che in tedesco si traduce “Dreck.” Infine domenica 22 settembre (ore 21.15), durante le Giornate Europee del Patrimonio, la rassegna si sposta all’Area Archeologica di Alba Docilia, dove la scrittrice e attrice Antonella Prenner è interprete de I Greci, i Romani, La Luna e il cielo. Si tratta di una nuova produzione di Teatro Pubblico Ligure e parla delle migrazioni che hanno segnato le origini e la fine del mondo antico, quelle dei coloni greci verso l’Italia meridionale e, mille anni dopo, quelle dei barbari dal nord. I popoli da sempre si spostano, accolti o combattuti, creando altri popoli e nuove culture. La serata è dedicata alla Luna ed alle stelle, guida per chi si sposta per mare e per terra.

 

Informazioni e aggiornamenti sul sito www.teatropubblicoligure.it

 

L’appuntamento di Alba Docilia rientra nel progetto STAR – Sistema Teatri Romani Antichi, ideato da Teatro Pubblico Ligure e nato in accordo con i Poli Museali Italiani, le Regioni ed il Ministero dei Beni Culturali al fine di promuovere il patrimonio archeologico che si affaccia sul Mediterraneo attraverso spettacoli ed eventi.

 

PROSSIMI SPETTACOLI

 

Domenica 21 luglio 2019, ore 21,15

Albisola Superiore, Terrazza sul mare Ingresso libero

PATRIZIA MILANI: LE SIRENE

 

Le Sirene rappresentato il simbolo del demone che cancella il desiderio del ritorno, il senso della nostra missione su questa terra. Offrono ad ognuno ciò che desidera, in cambio della resa, in cambio di dimenticarsi chi siamo, chi eravamo, chi vogliamo essere.

Patrizia Milani, con ironia e intelligenza, rinnova il canto di Omero in un’interpretazione degna di una grande attrice del teatro di prosa. L’incontro di Odisseo con le Sirene resta scolpito nella nostra memoria. Un canto, la curiosità di sapere ciò che solo loro dicono conoscono, quanto avvenne sulla terra nutrice. A ogni mortale le Sirene offrono ciò che questi più di ogni altra cosa desidera. E a Odisseo offrono la conoscenza. Per quella stessa sete di virtute e canoscenza Odisseo, diventato l’Ulisse dantesco affronterà il folle volo e sarà dannato. Patrizia Milani interseca il canto di Omero con la Sirena di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, un racconto che vive tra un piano di realismo narrato e un piano fantastico evocato. Una grande interprete per un grande poema. Uno spettacolo di grande levatura e intensità.

Lunedì 12 agosto 2019, ore 21.15

Albisola Superiore, Terrazza sul mare Ingresso libero

SCHIFO – DRECK con GRAZIANO PIAZZA di Robert Schneider, regia Cesare Lievi

Un uomo è solo. Vende rose. La sera nei locali. È iracheno, di Bassora. È straniero: faccia strozzata in fondo alla gola, angelo nero che turba la trasparenza, traccia opaca, insondabile. Senza casa, egli propaga al contrario il paradosso dell’attore: moltiplicando le maschere non è mai del tutto vero né del tutto falso, giacché sa adattare agli amori e agli odi le antenne superficiali di un cuore di basalto. Lo straniero non ha sé. Giusto una sicurezza vuota, senza valore, che fa del suo essere costantemente altro, in balia degli altri e delle circostanze, l’asse delle sue possibilità. Io faccio ciò che si vuole da me, ma quello non è me–me è altrove, me non appartiene a nessuno, me non appartiene a me… me esiste? Lui, l’extracomunitario, illegale, fuggito dalla guerra del golfo, lo straniero che vende rose, è Dreck (Rifiuto), che insozza e va lavato via, eliminato; è Sad, che in inglese vuol dire triste, ma lui non è triste.

 

Domenica 22 settembre 2019, ore 21.15

Albisola Superiore, Area Archeologica di Alba Docilia Ingresso libero

ANTONELLA PRENNER: I GRECI, I ROMANI, LA LUNA E IL CIELO Come la democrazia ateniese si liberò di un personaggio Progetto di Sergio Maifredi ed Ermanno Bencivenga

Lo splendore del mondo antico incomincia sul mare, dal contatto tra popoli. Quasi tremila anni fa, dalle sponde del Mediterraneo orientale, gruppi di coloni navigarono fino alle coste dell’Italia. Lasciavano la loro patria, affrontavano l’ignoto in cerca di miglior fortuna. Fondarono città, impiantarono coltivazioni, costruirono templi, e portarono con sé un patrimonio intellettuale che fu la prima scintilla della grandezza. Per secoli dal mondo greco arrivò l’arte, la letteratura, la filosofia, la curiosità per i misteri della natura e dell’essere umano, e lo sguardo si volse anche al cielo, a indagare le notti di luna e di stelle, a comprendere lo spazio infinito in cui si muove la vita. Un viaggio tra gli astri sorprendente, l’intelletto degli antichi così potente da spingersi dove gli occhi non arrivano in una meravigliosa esplorazione l’universo.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...