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Pietro Sardo: “Grazie all’asparago violetto di Albenga sono diventato amico di chef Colagreco del tristellato ristorante Mirazur di Mentone”

Pietro Sardo è uno dei più autorevoli  “signori dell’asparago violetto di Albenga”, eccellenza iconica della Piana di Albenga, protetto dalla De.Co. e dal Presidio Slow Food. Da anni racconta agli amici che, vista l’età che avanza, è l’ultimo e che non coltiverà più asparagi. Poi, ogni anno, la passione ha il sopravvento e ci ripensa (e speriamo che continui a lungo…). A fargli cambiare idea sono anche gli incontri che, nel nome dell’asparago violetto, gli sono captati, come quello con auro Colagreco, patron del tre Stelle Michelin Mirazur a Mentone. Questo il racconto di Pietro:

 

Tutto cominciò con una telefonata 7 anni fa. “Pronto sono Valentina del ristorante Mirazur, due stelle Michelin e quarto ristorante al mondo nella classifica della S. Pellegrino. Lo chef Mauro Colagreco le chiede se sia possibile fare visita alla sua asparagiaia per conoscere meglio l’Asparago Violetto di Albenga”.

Vennero in 22 della brigata, dal sous chef Antonio Buono, al sommelier o all’ultimo dei commis. Fu una magnifica giornata dove cominciai a conoscere l’affascinante mondo dei ristoranti stellati. Da quel 25 aprile 2017 iniziò una collaborazione che ancora oggi è ben viva ed intensa.
I primi tempi, non avendolo mai incontrato durante le nostre consegne, cominciai quasi a pensare che chef Mauro fosse una entità eterea. Essendo sempre in giro per il mondo, non era certamente facile incontrarlo, ma perdinci… . Finché un giorno, gentilissimo, si palesò di fronte ai nostri occhi e dopo i convenevoli, mi disse una frase che penso descriva l’uomo che in seguito ho imparato a conoscere: “Senza di voi, noi non saremmo nulla. Portiamo soltanto a termine il vostro lavoro”.
In questi anni, il Mirazur ha continuato il suo percorso di crescita, ottenendo anche la terza stella Michelin ed arrivando in vetta alla classifica della S. Pellegrino tra i migliori ristoranti al mondo. Inoltre, ha ottenuto anche la stella verde della Michelin, per il suo impegno nel campo della sostenibilità, con fornitori “sostenibili” ed attuando il “plastic free”. Conoscendolo un pochino, credo che quest’ultimo riconoscimento sia quello più gradito a chef Mauro.
Permettetemi di raccontarvi un ultimo aneddoto. Per una richiesta dell’ultimo momento, l’altra sera siamo andati a consegnare. Erano le 22, in pieno servizio. Mentre stavamo per accomiatarci, chef Mauro ci ha fermati. Ci ha personalmente impiattato due portate del suo menù (l’asparago e la torta di carciofi), accompagnate da uno splendido Pinot nero 2018 barricato. E’ stato il suo modo per ringraziarci del disturbo.
Non so dire quanto tempo durerà ancora questo sodalizio. Vero è che l’asparagiaia sta invecchiando ed io con lei. Quello di cui sono certo però, è che potrò ancora onorarmi dell’amicizia di Mauro per molto tempo e Mauro della mia. Non so per voi, ma per me è tanta roba. 

Pietro Sardo

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...