Pigato e vermentino di Dario Enrico premiati alla Douja d’Or di Asti

Il «Riviera Ligure di Ponente Pigato Superiore 2017 U Baletta» e il «Riviera Ligure di Ponente Vermentino 2018», entrambi prodotti dall’azienda Dario Enrico di Bastia d’Albenga sono gli unici vini del Savonese tra i quindici della Liguria che saranno premiati al 47° concorso enologico nazionale “Premio Douja d’Or” della Camera di commercio di Asti che si terrà dal 6 al 15 settembre 2019 nel centro storico di Asti

Dario Enrico, uno dei padri del vino ligure di qualità, lo ricordo, inizi anni ‘90, che a me pareva vecchio (aveva, allora, meno anni di quanti ne ho io oggi), forse per la faccia arsa dal riverbero del sole sugli acini, forse per quella sua Ape senza tempo con cui si spostava da Bastia ad Albenga. Mi portò, quasi per ripicca (avevo scritto di Pigato sulla Stampa, ma di Pigato per lui “industriale”) due bottiglie del suo vino: un nettare, una esplosione di profumi, mineralità, pesca ed erbe aromatiche al palato, insomma, l’apertura su un mondo, quella del Pigato (sarebbe meglio dire dei Pigati) che, nel corso degli anni, non ho ancora terminato di esplorare. Nel corso dei mesi imparai a conoscere Dario nel suo lato più ligure, poche parole, mai a sproposito, un amore quasi campanilistico nei confronti di Bastia, il “vero balcone di Albenga, non come Salea”, le cose della vita allontanano, trasferito per lavoro a Savona, le vicissitudini della vita. Ma nel ricordo Dario Enrico era rimasto (è lo è tutt’ora) una figura positiva e amicale. L’ho rivisto pochi mesi da, nella sua cantina in piazza a Bastia d’Albenga, orgoglioso di quel che ha seminato, del vino e dei vitigni, certo, ma anche delle nipoti, compresa Victoria, bisnipote di pochi mesi, già regina della cantina.

In cantina, protagonisti, restano i vini, quelli che dal 1968 l’intuizione di Dario Enrico, sempre appoggiato dalla moglie Teresa, ha prodotto e oggi producono le nipoti: Pigato, Rossese di Campochiesa, Vermentino. I vigneti, tra la piana e regione Marixe, una sorta di Eden per l’uva prodotta, danno vini con gusti fruttati, caldi, minerali, di grandi profumi e grande personalità, vini che hanno ottenuto premi ovunque, ma soprattutto prodotti come una volta, con grande attenzione in cantina e grande passione. Il re della cantina resta il Pigato, e accanto a quello tradizionale, da un paio d’anni si è aggiunto il Superiore, chiamato U Baletta, soprannome di famiglia, e da poco U Nelo, passato in barrique. Poi gli ultimi arrivati, il passito Amei e tra poco le bollicine Il Conte, 2 mila bottiglie da intenditori.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...