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Quando Tina Turner cantò (poco) ad Albenga…

Io c’ero. Era una calda sera d’agosto del 1990, il 17, secondo i ritagli degli articoli che ho in archivio. Estati fantastiche, dal punto di vista musicale, per la Riviera. Tra Pietra Ligure e Albenga, grazie a Vincenzo Spera e alle amministrazioni comunali che credevano nel potere turistico dei concerti. Tra la metà degli Anni ‘80 e la metà dei ‘90 passarono tutti, ma proprio tutti i big nazionali, da Vasco Rossi (a Pietra ancora con Massimo Riva) a Claudio Baglioni, da Pino Daniele a Edoardo Bennato, da Ligabue a Guccini, per non dire di De Gregori, Loredana Bertè, Antonello Venditti, Fabrizio De Andrè e chi più ne ha, più ne metta. Torniamo al 1990, Albenga, assessore l’amica Nicoletta Mantica, campo sportivo Annibale Riva. La rassegna musicale aveva una data internazionale da non perdere con la regina del funk rock: Tina Turner.

E’ brutto scrivere in prima persona, i manuali di giornalismo lo sottolineano con la penna rossa, ma chissenefrega. Ero un non più giovanissimo cronista, corrispondente per La Stampa da Albenga e dintorni, amavo (come amo tutt’ora) la musica, ma non avevo certamente le basi per fare il critico musicale. Il giornale inviò un amico che di musica (e non solo) ne sapeva più di me, Gabriele “Gabo” Ferraris, per il pezzo sulla pagina degli spettacoli. Eravamo, siamo, amici, ci dividono pochi anni, e abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto personale oltre che professionale. La zona dello stadio, urbanisticamente molto diversa da oggi (per raggiungerlo c’era un viale alberato e la strada, quella asfaltata, finiva allo stadio, dopo c’era uno sterrato sino a Leca, ma ben pochi lo percorrevano), era stata presa d’assalto sin dal mattino. Alla stazione scendevano in continuazione giovani e meno giovani da ogni parte del nord Italia, del resto Tina Turner era mito per una generazione cresciuta a rock e r&b, diretti al “Riva”. Alle 19 aprono i cancelli, lo stadio si riempie, Tina Turner, a quel punto solo “Tina” fa il suo ingresso sul palco, la musica riempie lo stadio, l’atmosfera è quella di Mad Max, film di cinque anni prima che ha riportato Tina nell’Empireo della musica internazionale, ha 50 anni, ma è ancora una bomba sexy, le sue movenze sul palco ammiccano, si sposano con la voce e la musica, adrenalina a palla…Attorno l’odore acre di chi non fuma tabacco, nessuno si scandalizza, stiamo vivendo una delle più grandi stragi di giovani, morti per “sogni” e “divagazioni” sulla vita, figuriamoci se spaventa una canna…Tina tiene il palco per due ore, balla, si dimena, canta. A me sembra un bellissimo concerto. Gabriele, il giorno dopo, pubblica un bellissimo pezzo, da critico musicale di razza, forse un po’ birichino. Scrive, in pratica, che sì, il concerto è stato bello, che sì, Tina tiene il palco, che però Tina canta poco (colpa dell’età?) e lascia suonare molto i suoi, per altro bravissimi, musicisti. Certo, aveva ragione lui, ma un mito come Tina Turner quando mai sarebbe tornato a suonare ad Albenga? Un mese dopo, era Miles Davis, ma questa è un’altra storia…

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...