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Riccardo Minola, l’ortopedico dei campioni dello sport che si divide tra Milano e Alassio

Definirlo l’Ortopedico dei vip è forse il peggior complimento che gli si può fare, perchè è vero che tra i suoi pazienti ci sono stati e ci sono sportivi ai massimi livelli, Gigi Buffon su tutti, ma è altrettanto vero che Riccardo Minola, milanese legato a doppio filo ad Alassio dove trascorre i suoi momenti liberi, cura tutti i suoi pazienti con la professionalità del luminare e l’abnegazione di chi crede ciecamente nel giuramento di Ippocrate.

Un medico che cura la malattia del paziente partendo dalla persona. La sua filosofia medica va a braccetto con la filosofia alla base dell’agricoltura biologica: non conta solo ciò che si vuole produrre, ma conta moltissimo il terreno su cui si lavora. Per questo le sue visite sono a 360 gradi. “Cerco di capire quanto la malattia è meccanica, quanto è infiammatoria o quanto fa parte della chimica del suo corpo”, spiega, con semplicità. Un approccio umanistico e umano che Minola ha maturato in oltre 40 anni di professione. Un percorso cominciato nel 1981, dopo la laurea a Pavia dove ha seguito medicina sportiva e ortopedia nella clinica ortopedica diretta dal professor Boni. 

Racconta Riccardo Minola: “Successivamente ho cominciato a viaggiare perché mi interessava artroscopia, all’epoca Francia e America all’avanguardia. In pratica ho avuto una doppia formazione, tradizionale al Gaetano Pini – traumatologia, protesica, chirurgia tradizionale – e una di chirurgia avanzata, in particolare negli Stati Uniti – Boston, Pittsburgh, New York, Los Angeles, San Francisco. Esperienze importanti che mi hanno portato a lasciare la biforcazione tradizionale dell’ortopedico–chirurgo delle osse e delle articolazioni per diventare un chirurgo delle articolazioni. Ora mi occupo di chirurgia della spalla, del gomito, dell’anca e del ginocchio”.

Minola fotografa anche l’attuale situazione della chirurgia ortopedica: “Nell’anca e nel ginocchio la chirurgia protesica ha degli standard oggi molto elevati, permettendo alle persone di fare sport e di avere una vita molto attiva. Per quanto riguarda la spalla e il gomito è molto meglio la chirurgia riparativa artroscopica perché la chirurgia protesica non garantisce gli stessi standard di efficienza. Nel tempo ho abbinato a questa valutazione dell’efficienza articolare l’efficienza chimica del corpo, combinando gli studi sulla medicina del benessere nello sportivo e nella ripresa dello sportivo ammalato, con la medicina anti-aging”.

Uno dei ricordi indelebili di Minola risale al 2006: “Un emozionante ricordo, quando con la mia equipe operammo Gigi Buffon, straordinario atleta, allora capitano della Juventus e della Nazionale, per un infortunio alla spalla alcuni mesi prima del Mondiale”, racconta. E se quel Mondiale lo abbiamo vinto, grazie anche alle parate di Buffon, una parte del merito va sicuramente al dottor Minola che ha rimesso in sesto il portierone…

L’ultimo sportivo di rilievo operato da Minola è Maio Meregalli, ex pilota motociclistico, oggi manager della squadra corse Yamaha. Questo il suo ringraziamento: “A seguito di due operazioni alla cuffia dei rotatori di entrambe le spalle perfettamente riuscite, vorrei ringraziarla della sua professionalità perdurata dal periodo precedente all’operazione al postoperatorio. Premesso che vivo in un ambiente dove la velocità è tutto, compresi i tempi di recupero da infortunio, le sue raccomandazioni hanno snaturato il mio istinto di voler riacquistare le normali funzioni di ambe le spalle nel minor tempo possibile, permettendomi così di raggiungere una corretta guarigione. In questi anni mi ha insegnato ad ascoltare il mio corpo ed i suoi limiti, al fine di non oltrepassarli, come è successo in passato a seguito di altri infortuni. La sua competenza non si limita solo all’ortopedia, ma al benessere complessivo del paziente. Ho trovato in lei un mentore su cui posso sempre contare”.



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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...