Rivoluzione nel vino ligure, nasce un gruppo da 130 mila bottiglie Doc e Igp all’anno

Una acquisizione che ha rivoluzionato il mondo del vino ligure. L’acquisto da parte di Peq Agri della cantina Casa Lupi a Pieve di Teco, dopo quello, risalente a febbraio, di Cascina Praiè ad Andora, ha di fatto creato uno dei principali gruppi vinicoli della Riviera. Assieme, infatti, i due marchi hanno una capacità produttiva di 130 mila bottiglie di vini Doc all’anno, un numero che li pone ai vertici produttivi (in termini numerici) del Ponente. Escludendo la corazzata Viticoltori Ingauni, la cooperativa che produce ad Ortovero oltre 300 mila bottiglie all’anno, Peq Agri si trova, più o meno (nel mondo del vino i numeri assoluti cambiano di anno in anno) a livello di Durin a Ortovero e Cantine Ramoino a Sarola, sopra Imperia. Il gruppo Peq Agri, con Cascina Praiè, produce Pigato, Vermentino, Granaccia, Granaccia Superiore, Rossese, Lumassina frizzante, un Rosè e il Cervo Rosso, vini venduti con successo anche negli Stati Uniti. ll marchio Lupi è associato ai celebri marchi Vignamare, Serre, Petraie e Braje, ma anche a Ormeasco, Ormeasco Superiore, Pigato e Vermentino. Negli ultimi anni la filosofia di Casa Lupi è stata quella di puntare tutto sui vini, anche bianchi, passati in legno ed invecchiati. Casa Lupi è presente in tutto il mercato nazionale tramite una collaudata rete di vendita. Si tratterà ora di unificare le reti di vendita, anche se Peq Agri ha un altro sogno nel cassetto: acquisire una cantina, o quanto meno produrre, Rossese di Dolceacqua, prima Doc della Liguria, vino apprezzato in tutto il mondo. Con 13 ettari di vigna e una produzione di 7 DOC del Ponente ligure l’intenzione della nuova proprietà è quella di valorizzare territorio e prodotti liguri tramite percorsi turistici ed enogastronomici in Italia e nel mondo. In ultima la cifra di acquisto di Casa Lupi: si parla di almeno 4 milioni di euro, ma sono cifre che non saranno mai confermate dai diretti interessati.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...