Roba da Matti, piatti che ti aspetti a Pieve di Teco

Quel che non ti aspetti, spesso, ti sorprende piacevolmente, anche in cucina. Così, casualmente, una cena organizzata per un evento fotografico (un workshop di Damiano Errico, fotografo di fama per i suoi originali ritratti, quasi dei quadri), si trasforma in una scoperta di gusto. Pieve di Teco è la bomboniera che molti, se non tutti, conoscono, con diversi validi ristoranti tipici, dove spesso la quantità prevale sulla ricercatezza dei piatti. Cucine casalinghe, insomma, buone, buonissime, ma certo non indimenticabili.

Nemmeno questa, tutto sommato, è indimenticabile, ma si eleva e di molto, sulla media della ristorazione nell’entroterra, e l’elevazione aumenta ancora al momento del conto, veramente onesto. Roba da Matti è il nome del ristorante (ma anche bar) del parco giochi confinante con la caserma dei carabinieri, appena fuori dal centro storico. Il bel giardino, in estate, ospita sedie e tavolini di bar e ristorante, con il freddo ci si sposta nella sala interna. L’ambiente, pulito e curato, è quello del bar di una bocciofila, tovaglie e tovaglioli di carta, insomma niente di eccezionale e, forse anche per questo, la sorpresa di gusto è ancora più bella. Lo chef, simpatico e con una grande mano, è Fabrizio, che in un cucinino piccolissimo riesce a fare uscire piatti buoni e con un certo gusto per l’impiattamento.

Si comincia con un antipasto che abbina monti e mare, frisceui (ben fritti, asciutti), insalata russa, torta verde e un calamaretto piccante al punto giusto. Molto buono il risotto al basilico, dove il riso (al dente, ben mantecato) si arricchisce del profumo e della freschezza di un pesto leggero, messo a freddo. I tagliolini al sugo bianco di coniglio sono il trionfo della Liguria di collina, ricchi e golosi, così come il coniglio ripieno, preparato magistralmente. Per ultimo il dolce gelato alla crema con torta casalinga, una certezza. Grandi gli abbinamenti con i vini della Valle Arroscia (apprezzate particolarmente le diverse varietà di Ormeasco di Tenuta Maffone e Cascina Nirasca) proposti dal “principe” dei sommelier Ais Augusto Manfredi. Chiusura in bellezza con una grappa di Tenuta Maffone.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...