Rosa Balestrieri, la storia di una scomoda cantastorie siciliana a Peagna di Ceriale

Mercoledì 12 luglio, a Peagna di Ceriale secondo appuntamento con il Festival dei Monologhisti, organizzato dalla Pro Loco con la collaborazione dell’Assessorato a Cultura e Turismo del Comune di Ceriale.
Dopo il mondo magico di Monsieur David è il turno di una storia vera, di una storia che racconta di una terra, di una bambina che diventa donna e che da quella terra sente il bisogno di staccarsi, ma allo stesso tempo non ne può fare a meno. Terra di emigrazione, dove è difficile viverci e sopravviverci: il Sud. Un’unica terra dalla quale non si parte mai del tutto. E’ la storia di Rosa Balistreri, figura decisiva del folk siciliano degli anni ’70: una vita sempre in prima linea, senza cedere mai, scontrandosi e pagando di persona il suo tempo e le sue regole, ma credendo fermamente nell’amore, crudele ma indispensabile motore di una vita. Amore per la sua terra bella e amara, in cui le donne dovevano (e devono, purtroppo ancora oggi) restare al loro posto. Una donna scomoda e fuori dal suo tempo, perché ne percepiva tutte le contraddizioni, le iniquità, le oppressioni, le discriminazioni di un patriarcato che obbligava a tacere.
La trasposizione teatrale della vita di Rosa Balistrieri, con Terra di Rosa – u cantu ca vi cuntu -, è a cura di Tiziana Francesca Vaccaro, per le musiche di Andrea Balsamo.Lo spettacolo ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutta Italia.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...