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Sandrino Vio, il “poeta contadino” di Vendone e i suoi vini che “cantano”

C’è, a Vendone, un vero “vignaiolo indipendente”, nel senso che il vino (ottimo) che produce non è in commercio. Lo fa ad uso famigliare, e fin qui nulla da dire, il vino lo fanno in tanti, ma anche per regalarlo agli amici, portandolo  direttamente o, più facilmente, invitandoli al desco. Anche qui, però, si potrebbe dire che lo fanno in parecchi. Sandrino Vio, questo il suo nome, ha però una particolarità: il suo vino è poesia, musica, perché è buono, ovviamente, ma anche perché spesso accompagna la sua produzione con una spiccata vena poetica e tanto amore per la “musica agricola”.

Intendiamoci, Sandrino è fiero delle sue radici contadine, ma nel cassetto ha liceo scientifico e laurea a Pisa, in Agraria, non proprio la più facile tra le facoltà universitarie. Ha un amore viscerale per la tradizione e i suoi vini, il mitico Ballarana e l’altrettanto mitico Pigato, lo dimostrano: antichi, tradizionali, diversi di anno in anno per via del clima, dei cinghiali (a volte la produzione annuale “salta” perché il “socio” ungulato si mangia tutta l’uva) e di chissà che altro, fatti così, come gli aveva insegnato Gino, il suo adorato babbo, non certo il suo professore di Siena… E lo dimostrano le sue poesie che, quasi quotidianamente (meglio, seralmente…), pubblica sui social, e lo dimostrano le sue performance alla fisarmonica quando canta le canzoni popolari, quelle delle grandi orchestre che, sino a una manciata di anni fa, giravano Basso Piemonte e Liguria proponendo “Cimitero di rose” di Mario Piovano o le ballate di Castellina Pasi, non disdegnando il sommo Lucio Dalla…Grazie Sandrino, per la tua amicizia, per il tuo vino, per le tue poesie, per la tua genuinità!

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...