Savona, al Sacco la storia del…Sacco

Sabato 7 ottobre alle 21, all’Antico Teatro Sacco di Savona, va in scena “Un Sacco stupefacente, primo teatro della città di Savona”, commedia teatrale con gli attori : Sandro Battaglino, Guglielmo Bonaccorti, Antonio Carlucci, Alessio Dalmazzone, Manuela Salviati, Monica Schiavini. Con la partecipazione del soprano Maria Catharina Smits, al pianoforte Federica Scarlino. Luci: Ialo Cardente; costumi: Elisa Lollini; regia di Antonio Carlucci e Felice Rossello. Una produzione della Libera compagnia teatro Sacco con la collaborazione dell’associazione Pro Musica Antiqua.“…entrando qui dentro ho avuto delle precise sensazioni. Si sentono, si percepiscono proprio in questo luogo…e credo di non percepirle solo io. Direi che in questo Teatro aleggia una speciale atmosfera…”

Spiega Carlucci: “Quando sette anni fa, come Associazione Culturale, decidemmo di far rinascere questo antico Teatro, mettendo in atto un vero e proprio progetto di recupero degli spazi, eravamo fortemente animati dalla volontà di ridare alla città di Savona un punto di riferimento rimasto a lungo chiuso e inagibile. Allo stesso tempo però eravamo rimasti affascinati e rapiti dalla storia di questo luogo, dall’atmosfera particolarmente magica. Da queste sensazioni nasce l’idea di fare uno spettacolo che ricostruisca la storia di questo Teatro, immaginando l’apparizione del suo benefattore, Girolamo Sacco (1555) che viene oggi (2017), a chiedere spiegazioni della donazione fatta alla città di Savona. Questo è stato lo spunto per raccontare quanto è accaduto dopo il 7 agosto 1785, giorno in cui il Teatro Sacco veniva inaugurato. Così Girolamo Sacco, accompagnato dal Genius loci – lo spirito protettore del luogo – si ritrova, insieme al pubblico, a fare un viaggio nel tempo; il Teatro torna a respirare un’aria magica fatta di ricordi, apparizioni, brani musicali e teatrali che queste mura ben conoscono. Insomma, tra magia e realtà, ci auguriamo che anche voi viviate questa atmosfera e che insieme a noi restiate sospesi tra realtà e finzione: il meglio che il Teatro possa evocare”.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...