Savona nell’XI secolo in un libro della Società di Storia Patria

A partire dal 1974 e forse anche prima, Giovanni Coccoluto e Marco Ricchebono rappresentano una affiatata coppia di studiosi del nostro territorio con proprie competenze complementari. Quella che può essere considerata una summa dei loro studi su Savona subito anteriore al Comune medievale è un libro – edito dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri e intitolato Savona nell’XI secolo. Città, territorio e architettura – presentato nella sala Rossa della Città di Savona venerdì 25 ottobre, alle 16.30. 

Il volume Savona nell’XI secolo. Città, territorio e architettura – pubblicato dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri – riunisce due saggi, integrati e complementari tra loro secondo un’ottica interdisciplinare, che nel loro insieme offrono nuovi spunti di lettura della storia di Savona e della formazione del suo tessuto urbano e del territorio circostante, le cui tracce sono ancora percepibili nell’attuale stratificato delinearsi del contesto della città.

Il primo saggio (Giovanni Coccoluto, 1014: il Natale di Savona. In città e dintorni: aspetti di topografia storica) celebra il millenario della concessione dei privilegi agli homines maiores habitantes in castello Saone nel 1014 da parte dell’imperatore Enrico II, su istanza del vescovo Ardemanno, può essere l’occasione per un bilancio delle conoscenze della topografia più antica della Savona medievale. In queste pagine si è inteso confrontare i dati della tradizione storiografica savonese con le ricerche degli ultimi cinquant’anni, sia documentarie archeologiche, e si è cercato di cogliere i tenui indizi di una realtà in fieri.

Il periodo cui ci riferiamo è molto interessante e importante per gli sviluppi ai quali diede esito: gli elementi, frammentarie tutti da interpretare, che ricaviamo dalla scarsissima documentazione scritta, accompagnano le vicende della città, assieme alle promesse che si prospettavano, e che non sempre ebbero esito favorevole.

Nel 1014 Savona è a una svolta: il vescovo non sarà più “vadese”, ma fisserà definitivamente la sua sede sul colle del Priamàr, e nell’anno successivo saranno rintuzzate le minacce islamiche sulle porte di casa, in Corsica e Sardegna. Uno sguardo è dato, poi, alle situazioni nei dintorni, nella piana del Letimbro, nelle aspirazioni verso Albisola, alle sopravvivenze dell’Antico e alle novità nelle plaghe di Legino e di Vado.

Il secondo saggio (Marco Ricchebono, Il primer art romanic nell’area savonese. Una lettura del tema dei paramenti murari nell’architettura protoromanica lombarda e la sua diffusione nell’ambito ligure) tratteggia i contenuti e gli aspetti dell’architettura religiosa dell’XI secolo nell’area savonese, attraverso la lettura critica degli edifici ancora esistenti attorno alla città che, seppure frammentari, presentano i caratteri di quel tempo, inseriti nel grande tema della cosiddetta “architettura protoromanica lombarda”.

Lo sguardo si allarga poi al confronto con i numerosi edifici, appartenenti al medesimo ambito di cultura architettonica, distribuiti lungo l’arco della Liguria di Ponente, al raffronto con i pochi esempi dello stesso periodo ancora esistenti a Genova e nel Levante ligure, cogliendone differenze e assonanze di tecnica muraria e di apparato decorativo.

Allargando ancor più l’area di indagine, vengono esaminati i riferimenti con la cultura architettonica dell’area padano-lombarda, in rapporto al tema delle vie di traffico, di persone, merci ma soprattutto di idee, che da sempre collegano il mondo padano – e attraverso questo all’Europa del nord – con la costa tirrenica.

Lo studio si pone l’obiettivo di costituire un aggiornamento dei precedenti lavori sull’architettura romanica del Ponente ligure, secondo una visione organica d’insieme anche se circoscritta alla tipologia degli edifici minori ad aula unica e agli aspetti del trattamento dei partiti decorativi dei paramenti murari, con l’intento di individuare eventuali ambiti culturali con caratteri stilistici omogenei.

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Nel complesso, come detto, il volume rappresenta una summa di quanto si conosce riguardo all’insediamento di Savona e dei suoi immediati dintorni nel periodo in cui si sta formando il Comune medievale. Già nei primi articoli che i due autori scrissero insieme – pubblicati sugli Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria nell’ormai lontano 1974 – erano stati tratteggiati alcuni tra i loro principali interessi che, tassello dopo tassello, sono giunti alla sintesi attuale, basata sulle scarsissime fonti scritte ed architettoniche, rielaborate con una continua verifica sul territorio e da confronti su un’area che comprende la Liguria e le parti limitrofe delle regioni confinanti.

In attesa della ripresa di fonti diverse o in nuovi rinvenimenti, non resta che leggere con attenzione il loro lavoro, completato da una bibliografia che da sola varrebbe un articolo e da una serie di cartine analitiche di cui forniamo qualche assaggio in questa breve sintesi, speriamo base ulteriore per ancora nuovi approfondimenti di questa Savona altomedievale (o anche precedente) che proprio in questi anni si sta disvelando.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...