Sel sentiero di San Martino, Sergio Giusto sulla “cattiva strada”, ma poi si redime…

“Nei cammini, come nella vita, non bisogna dare nulla per scontato: se sbagli strada poi è dura rimediare”: è la grande verità sottolineata oggi da Sergio Giusto, l’artista camminatore che sta percorrendo il sentiero di San Martino dall’Ungheria alla Riviera. Una verità, ovviamente, imparata a proprie spese, visto che ieri ha “sbagliato” strada e, per tornare “sulla retta via”, ha dovuto allungare di almeno 3 chilometri un percorso già di per se difficile. Comunque, partito da Kercaszomor, in Ungheria, è arrivato, sano e salvo a Dobrovnik, Slovenia, dove, riposando, lo stava aspettando Gianfranco “Feroce” Radini. Ma ecco il racconto di Sergio.

 

“Partenza bagnata anche oggi, la mantellina mi ha coperto per tutta la giornata, ma le premesse erano buone. Dopo qualche chilometro nel bosco, infatti, mi appare una chiesetta, dedicata a San Martino, ovviamente, in mezzo ai vigneti, del resto San Martino è il patrono dei vignaioli. La prendo come un segno positivo, ma mi sbaglio. Continuo a camminare nei boschi trasformati in pantani dalla pioggia di questi giorni, tantissimi animali, nemmeno un’anima viva. Tutto bene sino a quando arrivo ad un bivio, nessuna segnalazione, e in più nei giorni scorsi, c’è stato il taglio degli alberi, con il conseguente cambio del paesaggio boschivo. Per farla breve ho preso la biforcazione sbagliata, dopo mezz’ora che non vedevo segnalazioni o particolari che mi facessero pensare di essere sulla strada giusta, ho fatto marcia indietro e ho poi imboccato il sentiero giusto, sino poi ad arrivare alla meta. Siamo ancora in un territorio povero, poco urbanizzato, con pochissimi abitanti, ma già da domani dovremo cominciare ad attraversare centri più grandi. Lo vedremo”, racconta Sergio. E “Feroce”? sta bene, si riposa, comincia ad avere nostalgia di Albenga e della cantina di Dino Vio dei Fieui di caruggi. Il punto che Dino e i Fieui non sembrano avere nostalgia di lui…(si fa per scherzare, ovviamente)

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...