Il Tarlo di Orlando, nuovo romanzo di Sara Rodolao

E’ stato pubblicato in questi giorni, dall’editore Giuseppe Meligrana ‘Il Tarlo di Orlando’ sesto romanzo della poetessa e scrittrice imperiese, ormai albenganese di adozione, Sara Rodolao. Il libro sarà presentato in biblioteca ad Albenga venerdì 19 gennaio alle 17, con la presentazione di Roberto Trovato e letture di Amelia Conte.

 

Dice l’autrice: “averlo  tra le mani, sentirne il profumo e respirarlo è un’emozione così forte e  così bella da starci male .Ogni mio  libro per me è, come fosse un figlio e, a questo punto, arrivata alla ventesima pubblicazione, posso ben dire di avere una ‘famiglia’ numerosa”. ‘Il Tarlo di  Orlando’ è un romanzo corale, come scrive il professor Pasquale De Luca, docente di Lettere nella prefazione: “Questo di Sara Rodolao è un libro sociologico, soprattutto psicologico, dove natura e storia fanno da contorno in una panoramica ampia dove ogni tassello, ogni segno, ogni  parola trova il posto giusto in una dimensione narrativa ben studiata, ben calibrata. Libro anche storico-ambientale, che spazia con l’occhio, senza eccedere, su ciò che avviene altrove, fuori dai limitati confini di un piccolo palcoscenico locale, ma anche in Sicilia e a Roma.

 

Libro sociologico: vi  è la descrizione di una società ancorata alle antiche tradizioni medievali, di ubbidienza, di sfruttamento, di sopraffazione, rassegnata alla sua condizione che altri le avevano assegnato, le avevano cucito addosso, e da cui non si poteva uscire per nessuna ragione. E c’è chi vive con sofferenza questa condizione, che si ribella con forza o con moderazione, e non accetta la sua condizione, ma vuole cambiarla con la ribellione o con la moderazione, senza scossoni, dall’una e dall’altra parte: da chi comanda, da chi lavora. Su tutti, pur nella differenza dei  ruoli, aleggia in ugual modo la paura: la paura di perdere il lavoro, la paura di perdere la fiducia del padrone, la paura della gente che mormora, la paura del domani, di come sarà se ci sarà, la paura del passato, la paura di non avere amore. Ognuno col proprio ruolo, ognuno con la propria storia, ognuno con la propria persona vive nell’anima in solitario la paura, che attanaglia tutti in uguale misura. Libro psicologico: vi  è uno scavo, quasi alla Freud o alla Svevo, della psiche dell’uomo, nel  suo essere, nel suo agire, nel suo comportamento, uno scavo nel profondo dell’animo umano a cui la medicina non dà sicura risposta. Un ‘tarlo’, che entra assassino e rode, rode in profondo. Scava buche profonde, lunghe gallerie nelle fibre del corpo, distrugge la mente, uccide, porta alla morte…”.

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...