TerraMare, alto e basso si incontrano nel gusto ligustico

Parole, storie e, soprattutto, emozioni. TerraMare, almeno la parte del talk show, innovativo, con stacchi musicali e siparietti amicali alla Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, per dire “gne gne gne” tra chi scrive e Monica Fresta (organizzatrice, Studio Bodoni), intercambiabile con Monica Maroglio (Fiduciaria della Condotta Slow Food di Albenga, Finale a Alassio, con la collaborazione tecnica di Terry dj e del “folletto” Laura, Bodoni anche loro), si è conclusa con un voto più che positivo. Contenti gli espositori, contenti gli astanti che, anche oggi, hanno affollato il mercatino, la cucina dell’osteria della Briga e i due talk incentrati sull’autunno, sul bosco, con le canzoni dialettali (spesso con le “parole del gatto”, e chi non sa cosa significa, vabbè, ve lo dico io, le parolacce genovesi…) dei Demueluin, musicalmente ottimo Giacomo Burdo alla chitarra, accattivante e coinvolgente Fabio Boesino, voce e spiegone.

Si è parlato di bosco, si diceva, lo si è fatto al mattino con Giorgio Amico, fine intellettuale e profondo conoscitore della storia ligure, di Calvino, Biamonti e non solo, per analizzare l’ubagu, l’opaco, quel che si vive in contrapposizione all’aprico, la luce (parliamo di un dialetto che affonda nel latino, ma soprattutto di come la vita di ognuno sia lo specchio di ciò che si vorrebbe vivere, ma questa è un’altra storia, magari protagonista di successivi articoli). Sul palco anche Raffaella Nuccio, romana, che con il marito, Salvatore Giuliano (nome inquietante, lo ammetto), ha recuperato il Borgo Caviglia (sì, il Maresciallo d’Italia, finalese, che disse no al fascismo) nell’entroterra di Finale per creare, Anni ‘20 del secolo scorso, ad un’azienda agricola modello e moderna, ora agriturismo sostenibile, si chiama Il bandito (chissà perchè) e la principessa, producono olio, marmellate, verdure, vendono le uve ad una piccola e antica cantina che sta rinascendo.

Come sta rinascendo la Val Polcevera, con una rete di produttori che allevano mucche di razza cabannina, producono zafferano, trasformano le rose in marmellate e sciroppo e tanto altro raccontato da Gianni Pittaluga. Un pezzo alla volta questo sito racconterà tutto. Così come racconterà le emozioni del pomeriggio, quando sul palco, accanto a chi scrive e a Giorgio Amico che ha raccontato come anche il bosco sia stato disegnato, in maniera conscia, inconscia, culturale, dall’uomo, sono salito Ettore Bozzolo, uno dei custodi dei castagneti delle Alpi Liguri, Luca Ghisolfo, referente Slow Food delle castagne essiccate nei tecci di Calizzano e Murialdo, ma anche costruttore di cavagni, i cesti per la raccolta dei funghi. E Maurizio Bazzano, mangiatore di castagne rostie, presidente dei tartuficoltori e dei tartufai, folletto dei boschi. Le loro storie, una alla volta, su questo sito, settimana dopo settimana. A concludere la giornata una “verticale” per assaggiare i migliori mieli delle Alpi Liguri. Una chiusura dolce e antica di TerraMare.

P.S. Ottimo lo zimin di ceci, piatto tipico del giorno dedicato ai defunti, preparato dall’Osteria della Briga in trasferta, dalle Manie a Finalpia.

Le foto sono di mia moglie Elisa.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...