Tre giorni con la Bagna Cauda all’Osteria del Tempo Stretto di Albenga

“Pensa se avessimo inventato noi la bagna cauda, oggi la Liguria avrebbe una storia ancora più importante dal punto di vista gastronomico”: Cinzia Chiappori, chef e patron dell’Osteria del Tempo Stretto di Albenga, ha un po’ di rammarico nella voce quando parla di bagna cauda.

 

“Sì, ogni volta che la preparo in osteria mi sento, come ligure, quasi scippata dall’intelligenza gastronomica piemontese che, con i nostri prodotti, ha creato un piatto territoriale talmente radicato da poter sovrapporre la bagna cauda al Piemonte”, commenta ancora Cinzia. Già, una “ricetta scippata” (si scherza, ovviamente, ma nemmeno troppo) lungo le vie del Sale che, nell’antichità univano la Liguria al Piemonte. Così, dalla Riviera, partivano l’olio delle taggiasche e le acciughe sotto sale: esatto, la base della bagna cauda, mentre per l’aglio (pilastro insostituibile), il Piemonte utilizza quello (buonissimo, niente da dire) di Caraglio ma la Liguria può vantare quello altrettanto buono (è presidio Slow Food) di Vessalico. “A tutto questo vogliamo aggiungere la bontà delle nostre verdure? Sarebbe stata veramente una cosa meravigliosa, purtroppo i nostri antenati si sono, lo dico con affetto, accontentati di lasciarci prodotti stupendi, ricette buonissime, non solo pesto, ma certo questa colpa ricade su di loro”, dice ancora la chef sorridendo mentre è al lavoro per preparare litri e litri di bagna cauda.

Si, perchè per tre giorni, da giovedì 22 a sabato 24 novembre, la chef Cinzia Chiappori proporrà un menù a tema e la Bagna Cauda servita nel classico “fojòt. Il prezzo, fisso, è di 25 euro e comprende antipasto, bagna cauda con verdure cotte e crude, dolce e sorpresa.

Per informazioni e prenotazioni 0182 571387 o 3926221924 L’olio utilizzato sarà quello del Frantoio Aldo Armato, le verdure rigorosamente a km 0 e l’aglio di Vessalico.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...