Trofeo del pomodoro, uno “scherzo” che può diventare promozione

Metti una sera a Cisano sul Neva, al bar, ristorante, tabaccheria, insomma un punto di ritrovo, A Cadana. Scopri che a gestirlo è una tua antica amica, Clara, ottima cuoca al Rondò di Conscente negli Anni ‘80 e alla Fenice di Martinetto nei ‘90, ma non è questo il punto. Il punto è il primo Trofeo del Pomodoro Gourmet, un gioco goliardico, nato per mettere fine ad una discussione estiva tra alcuni orticoltori della domenica, convinti che i loro cuore di bue fossero i migliori.

Capita così che un gruppo di goliardi, Pier Castelli, Gabriele Montina (lui si un professionista del settore), Riolfo, solo per citarne alcuni, decidano di dare vita alla sfida del pomodoro e, in aggiunta, di due vini autoprodotti. Alla fine il pomodoro più buono è quello di Giulia, restauratore di professione, seguito da quello di Pinuccio e, per ultimo da Gianni Curto. Sul vino stendiamo un pietoso velo, Camolato e Acetosello, questi i nomi, non avranno certo successo commerciale.

Sin qui una serata che non sarebbe nemmeno da raccontare, ma…Si, c’è un ma. Questo Trofeo, goliardico, fatto tra amici, potrebbe, se messo a sistema, diventare una manifestazione per promuovere il Cuore di Bue di Albenga, una vera eccellenza, un simbolo assieme ad asparago violetto, carciofo spinoso e zucchine trombetta, dell’agricoltura ingauna. Abbiamo davanti tutto un inverno per pensarci, ma fare del secondo trofeo del pomodoro gourmet una sorta di festa (non una sagra) non sarebbe malaccio.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...