Un filiera progettata dalla Cia per valorizzare l’asparago violetto

Cia Savona lancia la prima filiera dell’asparago violetto, tipico ortaggio della Piana albenganese e tra le eccellenze agroalimentari della nostra regione: una varietà unica al mondo, caratteristica per il colore viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base. Una eccellenza già da tempo nel mirino di Slow Food che, non a caso, da anni lo valorizza facendolo salire nei Presidi Slow Food.

«Siamo molto soddisfatti per aver avviato e progettato questa nuova filiera – spiega Mirco Mastroianni, presidente provinciale della  Cia di Savona -: l’asparago violetto rappresenta un patrimonio enorme per il nostro territorio, non solo da un punto di vista produttivo e di commercializzazione, ma anche sotto il profilo culinario e storico. Inoltre, riuscire ad unire i coltivatori e i ristoratori permetterà una valorizzazione e promozione più incisiva ed efficace».

 L’iniziativa, promossa in collaborazione con l’ente di formazione Cipa.At, ha ottenuto un importante finanziamento nell’ambito del Psr ed è tesa a valorizzare e diffondere la conoscenza di uno dei prodotti maggiormente identitari del territorio ingauno. Si prevede un gruppo di cooperazione tra gli storici produttori del violetto e i ristoratori di qualità della riviera ligure che faranno comunicazione sulle formidabili caratteristiche del prodotto, studieranno le forme più idonee di protezione territoriale dalla contraffazione, eseguiranno analisi sul dna per farne la marcatura del patrimonio genetico e individueranno anche un comune packaging di riconoscimento.

Un progetto ambizioso e di sistema nel settore agricolo, che mette assieme produttori e ristoratori nel nome del brand dell’asparago violetto. Coordinatore delle attività progettuali di messa in atto della filiera sarà Luca Lanzalaco, agrotecnico, agricoltore e produttore di asparago, oltre che membro della giunta Cia.

Il primo incontro operativo è in programma mercoledì 6 novembre, con la costituzione ufficiale del gruppo di cooperazione che avrà l’obiettivo di creare una mappatura genetica del prodotto oltre ad un packaging e marchio territoriale unico che possa essere promosso e valorizzato in maniera strutturale e unitaria.

Produttori e ristoratori assieme

La novità è l’unione di produttori e ristoratori di qualità: «Sarà sicuramente una bella esperienza e un percorso importante per tutto il comparto agricolo della piana albenganese, che potrà aumentare il mercato dell’asparago violetto. Come Cia Savona siamo riusciti a sfruttare l’opportunità offerta dal Psr a sostegno di gruppi di cooperazione dedicati a filiere corte e locali», spiega il direttore provinciale dell’associazione, Osvaldo Geddo, che ha seguito in questi mesi l’iter progettuale e avviato il percorso costitutivo della nuova filiera. 

«L’asparago violetto – prosegue Geddo – è senz’altro un prodotto locale ma ben conosciuto al di là dei confini della Liguria e, con una promozione e valorizzazione efficace, potrà avere ancora più successo tra i consumatori e una più vasta commercializzazione, a beneficio di tutti. Per sostenere il progetto e lanciare con forza la filiera stiamo anche elaborando una campagna di comunicazione che possa ampliare i partecipanti alla filiera, in particolare nel settore della ristorazione».

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...