Un libro di Claudio Porchia racconta il Festival di Sanremo in bianco e nero

Dal 7 gennaio in libreria il libro di Claudio Porchia, con le foto dell’Archivio Moreschi, i disegni di Tiziano Riverso e le testimonianze di Dario Fo e Bruno Gambarotta.

Una divertente e curiosa storia dei primi 25 anni del Festival della Canzone Italiana, ospitati dal casinò di Sanremo dal 1951 al 1976. Un’interessante occasione per ricordare un evento, che ha segnato non solo la storia della canzone, ma anche quella del costume del nostro paese. Non c’è nostalgia, perché il racconto supera la cronaca per entrare nell’antropologia di quei volti e quelle canzoni, che sono parte del nostro patrimonio collettivo. Nelle fotografie e nei testi, che le accompagnano, non si racconta solo la storia della manifestazione canora, ma anche la nascita di una nazione: a partire dalla lettera che la Rai inviò alle case discografiche nel 1950, invitando a partecipare con canzoni in lingua italiana, in tempi in cui si preferiva il dialetto.

Episodi e racconti inediti racchiusi in un volume di cento pagine, che si apre con una seducente e divertente prefazione di Bruno Gambarotta, che racconta con ironia gli anni vissuti sul palco dietro la telecamera. L’opera è impreziosita dalle interviste a Dario Fo sul ControFestival del 1969, che illumina l’atmosfera di quegli anni, e al fotografo Alfredo Moreschi, che svela i segreti dietro le quinte. Non mancano le spruzzate di humor del cartoonist Tiziano Riverso, autore di 20 disegni. Un libro per tutti, vicini e lontani, giovani e meno, che aiuta a capire la nascita di un rito, che si ripete ogni anno per una settimana.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...