Un successo di gusto per la rapa di Caprauna

Una festa che si ripete ogni anno e che, ogni anno, richiama centinaia di persone a Caprauna, piccolo borgo a 900 metri di altitudine, a cavallo tra Piemonte e Liguria, entroterra di Albenga, già in provincia di Cuneo. Una festa per celebrare la rapa di caprauna, eccezionale prodotto della biodiversità, Presidio Slow Food. Una festa che si è ripetuta domenica 21 ottobre, e nella piazza del paese, accanto alle rape, si sono dati appuntamenti una lunga serie di produttori agricoli di altissima qualità, dalle mele antiche al miele, dalle formaggette della Val Tanaro alle farine biologiche e tanto altro. Ecco cosa scrive Slow Food di Caprauna e della sua rapa.

Oggi, gli abitanti di Caprauna non superano le 130 unità e l’età media è di circa 60 anni. L’avvio del Presidio, nelle intenzioni delle amministrazioni pubbliche coinvolte, mira alla promozione di un prodotto dalle indiscusse qualità organolettiche, e dovrebbe dare il via a un più ampio piano di recupero territoriale e ambientale. L’obiettivo è l’incremento della coltivazione delle rape sui terrazzamenti già esistenti, il ripristino di quelli danneggiati e una serie di iniziative volte a incentivare coloro che intendono ricominciare questo tipo di coltivazione ma anche, semplicemente, chi volesse ritornare a vivere in loco.

Un tempo i contadini coltivavano le rape sugli stessi terreni seminati in precedenza a grano. L’altitudine e le condizioni climatiche mai troppo calde e aride contribuivano a determinare una crescita ottimale e un sapore particolarmente delicato. La semina delle rape avveniva alla fine dell’estate in terreni profondi, ricchi di calcio e concimati con letame, e dava i suoi frutti per tutto il periodo invernale. Le rape di Caprauna sono grandi, dolcissime, particolarmente quelle a pasta più gialla. Le ricette che prevedono l’impiego di questa particolare rapa di montagna sono innumerevoli ed entrano, anche oggi, nei menù delle trattorie della valle. Semplicemente gratinate al forno sono un ottimo contorno per piatti di carne, ma possono anche diventare ingredienti di sformati, da servire con la bagna caoda. Un abbinamento tipico è con la salsiccia e con uno speciale tipo di pasta fresca, gli s-ciancui, nel cui condimento entrano anche altri ingredienti della cucina alpina, come le noci e i funghi.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...