Un successo la cena per il “Camino del G(i)usto ad Albenga

Una festa di gusto attraverso la cucina di tre regioni (con al loro interno innumerevoli zone di sapori diversi) con due protagonisti: Cinzia Chiappori, chef e patron dell’Osteria del Tempo Stretto in cucina, e Sergio Giusto, artista surrealista e amante dei cammini in solitudine. Lo scorso marzo Sergio, con il cammino di un mese (tra pioggia, cani maremmani che lo hanno minacciato, strade sbagliate), è partito da Albenga per arrivare ad Assisi. E mercoledì 30 maggio il “Cammino del G(i)usto” è stato festeggiato in Osteria con una cena che ha raccolto attorno ai tavoli una quarantina di persone.

 

“L’idea di fare questo cammino tra Liguria, via Francigena e Umbria mi è venuta per una ragione spirituale, credo alla concordia, alla forza dello spirito e ho voluto fare questo viaggio a piedi per offrire il mio sforzo, la mia fatica, alla piccola Anna, la bimba che la figlia della mia compagna Albertina avrà tra qualche giorno”, ha raccontato Sergio. Fatica, certo, perchè 680 chilometri a piedi, siappure confortato da ostelli, conventi, osterie e trattorie dove conoscere gusti e storie dei territori, non sono certo pochi. Il racconto di Sergio è stato “disturbato” dalle battute degli amici, da quelle di Franco Plutino a quelle di Angelo Casarino, da quelle di chi scrive a quelle di Daniele Calvi, che lo ha accompagnato nel primo tratto, da Albenga a Borgio Verezzi, lasciandolo poi davanti ad un Negroni (e subito dopo Sergio ha sbagliato strada, ma questo fa parte della leggenda della camminata…).

Cinzia Chiappori, “chef a chilometro zero” (o quasi), colonna della Federazione italiana cuochi sezione di Savona, “Custode del territorio” per l’associazione dei Ristoranti della Tavolozza, da parte sua ha condito il racconto con piatti strepitosi, ma questa non è una novità. Questo il menù del “Pellegrino del gusto”: Sarde ripiene e pomodoro cuor di bue; Crostone alla toscana rivisitato; Lenticchie di Castelluccio e gamberi scottati; Trofie con calamari e trombette; Semifreddo ai cantucci e vin santo. Vino di accompagnamento il Maniman, vino della Val Polcevera dell’azienda Bruzzone, una piacevole sorpresa suggerita da Massimiliano Moroni, grande sommelier e patron dell’Antico Caffè Testa Wine Bar. Una serata piacevole che sarà ripetuta tra qualche anno, quando Sergio realizzerà il suo sogno: da Caprauna a Gerusalemme a piedi, passando dalla Spagna.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...