Una cena per festeggiare le ciliegie di Castelbianco salite sull’Arca Slow Food

Le ciliegie di Castelbianco salgono sull’Arca di Slow Food, primo passaggio per diventare un vero e proprio Presidio, capace non solo di salvaguardare la biodiversità e il gusto dei sapori ligustici, ma anche di valorizzare i prodotti del territorio e farli diventare un volano per l’economia rurale. La filosofia, insomma, di Slow Food che, seguendo le parole del suo fondatore Carlo “Carlin” Petrini, si batte per un cibo buono, pulito e giusto. Per festeggiare la salita sull’Arca la Condotta di Albenga, Finale e Alassio organizza una cena degustazione venerdì 25 maggio. Ecco come la racconta Monica Maroglio, fiduciaria della Condotta:

“Eccoci a Castelbianco, nelle sapienti mani della chef Rosetta D’Agostino, nel ristorante di famiglia “da Gin”, dove potremo “nuovamente” degustare una cena che ha come protagoniste le ciliegie di Castelbianco. In tal senso c’è una grossa novità: le ciliegie cantun giancau e la cantun nigrau, tipologie ultra locali, sono salite sull’Arca del Gusto di Slow Food. Ecco quindi che la serata assume un doppio motivo di festa. Marino Fenocchio, padrone di casa, e la dottoressa Manuela Ricci, segretario del neo Consorzio Idrico e delle Ciliegie, saranno lieti di rispondere alle nostre domande”.

IL MENU’, ABBINATO AI VINI DELLA CASCINA FEIPU’ DEI MASSARETTI DI BASTIA

Toast di pan brioche con mousse d’anatra, ciliegie e misticanze amare

Bacio di anacardi su insalata di ciliegie e asparagi

Primo a sorpresa (Rossese)

Spalla di maiale scottata su purè di patate e salsa agrodolce alle ciliegie (Granaccia)

Croc bavarese alle fave di Tonka e gelatina di ciliegie (Il Pippo – passito)

Il costo sarà di 37,50 euro per i soci Slow Food e di euro 42,50  per i loro ospiti. Per prenotare 0182/77001.

 

LE CILIEGIE DI CASTELBIANCO NELLA RELAZIONE DI MANUELA RICCI

Le ciliegie sono il prodotto che più di altri caratterizza la produzione frutticola del nostro paese. Appartenente alla famiglia delle Rrosacce, le ciliegie ben si possono coltivare nel nostro territorio grazie alle particolari e favorevoli condizioni climatiche che favoriscono un’ottimale maturazione del frutto, anche  le caratteristiche organiche del terreno influenzano favorevolmente le qualità organolettiche del frutti. I nostro territorio collinare costituito dalle tipiche fasce liguri fa sì che gli alberi siano sempre sottoposti all’esposizione del sole e del vento garantendo in questo modo una maturazione naturale e perfetta delle ciliegie. Diverse sono le qualità di questo prodotto. Di seguito vengono elencati i principali qualità presenti sul nostro territorio.

Masine

Colore rosa pallido,dalla pasta acquosa,sapore dolce-delicato,di piccole dimensioni è la qualità che prima viene a maturazione. a tutt’oggi sono scarse le piante presenti.

“Da u pegullu curtu” (picciolo corto)

Colore rosso intenso,pasta consistente,dal gusto molto dolce,di grandi dimensioni  ha la particolarità di avere il picciolo piuttosto corto,è la qualità prodotta in massima parte data la sua bontà e commerciabilità.

“du Meghin” (dal nome di colui che per primo ha effettuato gli innesti)

Colore colore rosso,pasta molle, dal gusto dolce,con dimensioni leggermente più piccole rispetto alle altre qualità

“Cantui”

Di due tipi negrai e giancai a seconda del momento di maturazione. La prima matura in un momento anteriore (primi di giugno), la seconda un po’ dopo,differisce dalla prima  però per la lunghezza maggiore del picciolo. Colore rosso pallido,pasta piuttosto dura,il gusto è molto dolce. È una delle qualità che per prime venivano prodotte nel nostro paese in grande quantità, oggi è stata sostituita da quelle du pegullu curtu.

“Pumaie” o “Mollette”

Colore rosa pallido,  pasta molle(da questo molletta) dal gusto molto dolce, di normali dimensioni.di scarsa produzione.

Duroni

Se ne distinguono di due tipi: normale e chiari, quella normale ha un colore rosso scuro e una polpa soda,gusto dolce è di dimensioni piuttosto grandi. Quella chiara ha un colore giallo-rosato con una polpa sempre soda ma con un gusto meno dolce adatte per essere conservate sotto alcool. Qualità tardiva di cui ne sono rimasti solo pochi alberi.

 

Le ciliegie di Castelbianco, accanto alla vendita come frutta fresca, diventano ottime marmellate, vengono conservate in sciroppo e sotto spirito (o grappa), ma anche utilizzate come creme di bellezza.

LA SAGRA

Per concludere la tradizionale Sagra delle ciliegie, che quest’anno compie 55 anni, e si svolgerà sabato 2 e domenica 3 giugno. A Castelbianco dicono che sia come il vino, più invecchia più la sagra è buona. Di certo goloso è il menù, lo stesso dello scorso anno, ma visto il successo, riconfermato: medaglioni di maiale con salsa agrodolce alle ciliegie, l’amatissima capra e fagioli, la trippa, il tris di formaggi con marmellata di ciliegie, giusto per ricordare qualcosa. Sabato serata danzante con l’orchestra Rossella mentre domenica  orchestra Bebbe e Dany Band. Per i più piccoli torna Tazmani Animazione per entrambe le serate, mentre per grandi e piccini Foot Darts calcio-freccette. Dopo diversi anni torna il Concorso Ciliegia d’Oro con la premiazione del cestino di ciliegie più bello. Sabato apertura Stand gastronomici ore 19 mentre domenica apertura ore 12 e ore 19.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...