Una ristorazione ligure in bianco e nero per la Guida Espresso 2020

L’autunno, oltre che dai primi freddi, dalla caduta delle foglie e delle castagnate, è caratterizzato da un appuntamento diventato tradizione: le guide ai ristoranti. La prima ad arrivare in edicola è la Guida dell’Espresso, una delle più consultate e seguite d’Italia. L’edizione 2020 fotografa una Liguria della ristorazione in bianco e nero, cresciuta come numero complessivo di Cappelli (la guida esprime i giudizi in Cappelli da cuoco), ma che non ha nessun ristorante da tre Cappelli, visto che Paolo e Barbara, a Sanremo, sono stati retrocessi a due. Vero che il prestigioso locale matuziano, con Lorenzo, il figlio di Paolo e Barbara, sempre più autonomo ai fornelli, si aggiudica il premio speciale 2.0, ma la mancanza di un tre Cappelli (e lo scorso anno avevamo sottolineato come altri chef liguri meritassero i tre Cappelli, anche quest’anno traditi) non è certo un bel segnale. I due Cappelli quest’anno da 6 a 8, uno per retrocessione,  due per promozione, A’ Spurcacciun-a a Savona e l’Osteria della Corte a La Spezia.. Con un Cappello sono diverse le new entry, ma sono diverse le uscite. Ecco, comunque, i ristoranti al vertice del gusto in Liguria secondo i critici dell’Espresso 

In vetta, a questo punto, gli 8 ristoranti con due Cappelli. Confermati  Sarri ad Imperia, il Nove guidato dallo chef Giorgio Servetto a Villa della Pergola ad Alassio, A Spurcacciun-a a Savona, Il Marin di Genova, The Cook restaurant al Cavo di Genova (chef Ivano Ricchebono), l’Impronta d’Acqua di Cavi di Lavagna, Paolo e Barbara a Sanremo e Osteria della Corte a La Spezia (la provincia gastronomicamente più interessante in Liguria). 

Poi una lunga sfilza di ristoranti con un Cappello. Vediamoli da Ponente a Levante. A Ventimiglia i Balzi Rossi e il Giardino del Gusto, a Sanremo il Mimosa restaurant e l’Hotel Miramare, ad Arma di Taggia il Conchiglia, Da U Titti (new entry) a Cipressa, Salvo ai Cacciatori e Chez Braccioforte (new entry) di Imperia, San Giorgio a Cervo. Poi un lungo salto sino a Borgio Verezzi con il Doc, a Finalborgo con Ai Torchi (new entry), a Varigotti con Muraglia Conchiglia d’Oro, si prosegue a Noli con il Vescovado, a Bergeggi con Claudio, a Celle con Meta (new entry).  

In provincia di Genova, la new entry Mercato Orientale, ma escono la Voglia Matta e la Meridiana, a Recco la conferma di Manuelina e quella delle Cantine Cattaneo a Sestri Levante, così come a Santa Margherita il Langosteria di Paraggi, e la Brinca di Ne (premiata anche come Osteria italiana), new entry a Rapallo Le Cupole dell’Hotel Bristol. In provincia di La Spezia le maggiori novità, a cominciare da Sarzana dove le Officine del Cibo di Giacomo Devoto hanno meritatamente conquistato il Cappello. A La Spezia conferma del Cappello per La Posta, e Mauro Ricciardi della Locanda dell’Angelo (locale creato negli Anni ’70 dal mitico Angelo Paracucchi, uno dei primi chef televisivi) di Ameglia, new entry a Ortonovo con Aqua. 

Ma ci sono anche due pezzi di Liguria del gusto a Roma e nelle Langhe. Massimo Viglietti, chef alassino trasferitosi a Roma, all’enoteca Achilli al Parlamento, e Flavio Costa, chef savonese “emigrato” in Langa sono entrambi presenti con due Cappelli

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...