Una serata armonica con musica e Rossese tra ristorante e cantina da Ramoino a Sarola

Può una serata essere definita “armonica”? Senza voler dar vita ad un sondaggio, direi di sì, quantomeno è quanto successo, a me e alla cinquantina di persone che hanno partecipato alla terza serata di “Cantine in scena” a Sarola (frazione di Chiusavecchia, primo entroterra di Imperia), evento che si snoda tra il ristorante e la cantina della famiglia Ramoino. Armonia che si declina in tre momenti.

Il primo al ristorante, dove “Cheffa Elvira” continua a stupire con i suoi piatti, tra tradizione e fantasia,  che grazie alle materie dell’orto e alla sua sapienza si trasformano in piatti armonici ed equilibrati, anche quando prende qualche “azzardo” come il riso Venere, certo non ligure, che sposato alle zucchine trombette, ai fiori di zucca e alla mentuccia esalta la delicatezze delle zucche. Prima del riso, inarrivabili e sempre buonissime (una sera cenerò solo con quelle, promesso), le frittelle di cipolla, armonia tra il gusto forte della cipolla e la delicatezza della pastella. Ma è la cima di coniglio, in pratica un coniglio disossato e farcito con spinacino fresco e pinoli, il tutto bagnato da ottimo olio di taggiasca, a regalare la migliore armonia al palato. Altra sorpresa armonica la frutta accompagnata da una riduzione di Rossese di Dolceacqua, una salsa che ricorda ciliegie e frutti di bosco ed esalta pesche e melone.

Secondo momento armonico, il vino, in questo caso Rossese di Dolceacqua firmato Ramoino. Fruttato, floreale, con richiami di timo e rosmarino, legato alla terra aspra del Ponente, il Rossese di Ramoino, in bocca, è caldo e suadente, sapido, armonico, appunto.

Terzo e ultimo momento armonico della serata. Siamo in cantina, ampia e spaziosa, con in alto il magazzino trasformato il palco. Certo è un caso, nessuno crede sia stata progettata per essere auditorium o teatro, ma è successo che l’acustica sia ottima! Giovanni Sardo, violinista di vaglia, e Sergio Scappini, fisarmonicista eccelso, sono “Un insolito duo” che poi tanto insolito non è. Violino e fisarmonica (attenzione, non pensate ai suoni, comunque nobili, da balera, la fisarmonica in questo caso ha suoni da grande orchestra) parlano tra di loro con le musiche di Nino Rota, da 8 e Mezzo ad Amarcord, dal Padrino a West Side Story, per poi passare agli eccelsi tanghi di Piazzolla, e qui Sardo e Scappini non scelgono le arie più ruffiane come Libertango, piuttosto arie raffinate come La Milonga dell’Angel e la Muerte dell’Angel. Il caldo rischia di compromettere l’armonia, ma basta mettere pece all’archetto del violino e il suono è di nuovo perfetto. Si va avanti con arie d’opera e arie liguri, sino all’immancabile bis e tris. A raccontare i brani è Scappini, simpatico battutista oltre che grande musicista. Alla fine Domenico Ramoino sale sul palco per i saluti di rito. Sembra strano vedere questo carismatico viticoltore che appare burbero, emozionarsi per un concerto coinvolgente e…armonico.       

.Prossimo appuntamento Venerdì 6 Settembre con Teatro Canzone, di e con Eugenio Ripepi e Simone Mazzone, il vino protagonista sarà il Pigato.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...