Una verticale di pigato invecchiato Vignamare di Casa Lupi a Porto Maurizio

Il pigato di Albenga: un vino in grado di competere con i grandi bianchi francesi. Sulle sue grandi capacità di invecchiamento, la cantina Lupi, di Pieve di Teco, ha da sempre investito e creduto molto. Proprio per dimostrarne le sue doti evolutive, Massimo Lupi organizzerà una degustazione verticale del suo vino di punta: il Vignamare

L’evento, riservato ai giornalisti delle testate enologiche, si svolgerà sabato 30 novembre, alle ore 16, nel ristorante Alta Marea di Imperia, Porto Maurizio. Si comincerà con la degustazione e si terminerà con la cena. “Abbiamo scelto un ristorante sul mare – spiega Lupi – per sottolineare il legame indissolubile che questo grande vitigno ha con la Riviera”.  In degustazione ci saranno sette annate. “Sarà anche l’occasione per presentare in anteprima il neonato Vignamare 2017, disponibile nelle enoteche a partire da dicembre – racconta Massimo Lupi – ; poi inizieremo un viaggio nel tempo e stapperemo bottiglie fino all’annata 2004, perchè il pigato è un vino in grado di migliorare negli anni e di regalarci grandi emozioni”.

Le annate in degustazione saranno: 2004, 2005, 2009, 2010, 2012, 2015 e 2017. “Il Vignamare, proviene da una selezione di vigneti, tutti di almeno cinquant’anni di età – racconta Massimo Lupi – ; si tratta di piante che producono poco ma che danno uve di grandissima qualità. Il vino fermenta per il 70 per cento in acciaio e la restante parte in botti piccole; l’affinamento in barriques dura due anni”. La cantina Lupi, con la gestione di Massimo, sta facendo scelte coraggiose. “Abbiamo deciso di non produrre più i vini base, ma di uscire solo con i nostri cru: il Braje, il Petraie il Serre e, naturalmente. Il Vignamare – spiega il titolare dell’azienda Lupi – ; vini che partono da un affinamento minimo di dieci mesi”.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...