Undici Medaglie d’Oro ai vini liguri al Mondial des Vins Extrêmes di Aosta

Sono 11 i vini liguri che ottengono la Medaglia d’Oro del Mondial des Vins Extrêmes di Aosta. Si tratta dell’unica manifestazione enologica mondiale specificamente dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche. 

 

Per i vini bianchi tranquilli annata 2019, premiati:

  • Cinque Terra Doc, Costa De Sera 2019, Agricoltura di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso
  • Colli di Luni Doc, Vermentino Superiore Il Prefetto 2019, Società agricola Arrigoni Sas, La Spezia
  • Colli di Luni Doc, Vermentino Sarticola 2019, Azienda Agricola Federici, Luni 
  • Riviera Ligure di Ponente Doc, Vermentino 2019, Azienda agricola Fontanacota, Pornassio
  • Riviera Ligure di Ponente Doc, Pigato 2019, Azienda agricola Calvini Luca, Sanremo
  • Riviera Ligure di Ponente Doc, Moscatello di Taggia 2019, Azienda agricola Calvini Luca, Sanremo

Per i vini bianchi tranquilli annata 2018, premiati:

  • Riviera Ligure di Ponente Doc, Pigato Braie 2018, Azienda agricola Durin, Ortovero
  • Riviera Ligure di Ponente Doc, Moscato 2018, Azienda agricola Durin, Ortovero
  • Riviera Ligure di Ponente Doc, Pigato Suoperiore Giuanò 2018, Tenuta Maffone, Pieve di Teco

Per i vini dolci, premiati:

  • Cinque Terre Doc, Sciacchetrà Dop 2018, Azienda agricola Possa, Riomaggiore
  • Ormeasco di Pornassio, Passito Doc 2016, Tenuta Maffone, Pieve di Teco

Il concorso è stato organizzato dal Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana (Cervim), con il patrocinio dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (Oiv) e autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Seleziona i migliori vini frutto della viticoltura estrema con la finalità di promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole che si caratterizzano per storia, tradizione e unicità, di grande valore ambientale e paesaggistico dove si coltivano soprattutto vitigni autoctoni. Si tratta di autentiche “isole della biodiversità viticola“ che, però, corrono il rischio di scomparire a causa degli alti costi di produzione e realizzazione dei vigneti (la coltivazione e la realizzazione di un vigneto in queste zone costa dieci volte di più di un vigneto in pianura). In precedenza, il concorso, per 23 edizioni, è stato denominato “Concorso Internazionale Vini di Montagna”.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...