Ungheria-Albenga, ancora pioggia, ma Sergio arriva all’appuntamento con “Giulietta”…

Poteva mancare, anche oggi, la pioggia  per Sergio Giusto, l’artista camminatore che dall’Ungheria sta camminando verso Albenga sul sentiero di San Martino, il santo che spiritualmente unificò l’Europa? Certo che no, e quindi a camminato per trenta chilometri, sotto la pioggia, novello Romeo, per raggiungere la sua “Giulietta” a Verona, anche se Giulietta, oggi, era rappresentata da un rude “Feroce” che, in “segno d’amore”, l’ha invitato a cena dai suoi parenti nelle campagne veronesi. Ecco, come sempre, il suo racconto.

“E niente, questo cammino è proprio sotto il segno della pioggia e del freddo,, ma ottimista come sono penso sia anche meglio, camminare sotto il sole sarebbe forse stato peggio. Battute a parte, ormai mi sono abituato all’acqua, una volta arrivato a Verona mi sono fermato in un bar per un toast e una birra, poi in camper per una doccia, fredda anche quella, ma meno della pioggia, mi ha riscaldato. Detto questo l paesaggio che ho incontrato è stato veramente splendido, soprattutto strade sterrate tra vigneti che si estendono sino a coprire l’orizzonte, gli ultimi vitigni di Prosecco e i vitigni di Soave, Valpolicella, Durello, Lugana, Custoza, Bardolino, vere eccellenze. La figura di San Martino, quel che a me interessa maggiormente, è presente con edicole votive, frazioni, toponomastica. Una zona, insomma, dove il sentiero, se non a sistema, ha già una base culturale e turistica importante. Sto raccogliendo appunti per riuscire, al mio ritorno, fare un lavoro di valorizzazione globale, non un semplice cammino. Torno a oggi, dopo un giro a verona, città splendida, che conosco bene avendo vissuto una decina d’anni in questa zona, siamo ospiti a cena da alcuni parenti di Feroce, fuori Verona. Ma si va a dormire presto, domani si riparte”, racconta Sergio.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...