Ungheria-Albenga, come mangiare carne brasiliana in Slovenia…

E niente, se la passano davvero male Sergio Giusto, l’artista camminatore di Albenga che, ripercorrendo il sentiero di San Martino, vuole ricucire l’Europa dall’Ungheria alla Riviera, mettendola sotto il mantello che unisce i popoli e non li separa, e il suo “fido scudiero” Gianfranco “Feroce” Radini, storico esponente dei Fieui di Caruggi. Partito da Dobrna, in Slovenia, oggi Sergio ha avuto qualche difficoltà e si è fermato a Polzela. Ecco, come sempre, il suo racconto.

 

“Giornata tranquilla, meglio di come l’avevo prevista, dal punto di vista della fatica, un po’ meno da quello meteorologico. Ieri, infatti, vedendo le montagne che mi sarebbero aspettate, pensavo ad un susseguirsi di saliscendi, il peggio per chi cammina su un sentiero. Invece no, le montagne ci sono, il cammino è relativamente duro, ma ho attraversato un lungo altopiano, sono salito e, dopo chilometri, sono disceso, ma per la maggior parte il percorso è stato in pianura, siappure ad una certa altezza. Alla fine sono riuscito a percorrere 28 chilometri, avrei voluto farne qualcuno in più, ma all’inizio del pomeriggio ha cominciato a piovere forte, inutile rischiare, ho incontrato Feroce a Polzela, un piccolo ma ben curato borgo, e ho deciso di fermarmi. Anche oggi, però, ho avuto a che fare con dei cani, sembra quasi che sentano il mio odore, solo che questa volta non erano amichevoli. Due grossi cani lupo che minacciavano di mordermi. Per fortuna dopo poco si sono allontanati”, racconta Sergio. Per consolarsi della brutta avventura, assieme a Feroce, ha deciso di rifocillarsi con una buona cena a base di carne sudamericana, in un locale che si chiama Salsa. Che dire, mangiare brasiliano in Slovenia non è da tutti…

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...