Ungheria-Albenga, per Sergio una giornata di selfie, ma poi arriva un colpo al cuore…

Una giornata di selfie (mi si passi la battuta, ma è solo una battuta) per Sergio Giusto, l’artista camminatore che dall’Ungheria sta camminando verso Albenga sul sentiero di San Martino, il santo che spiritualmente unificò l’Europa. Non ha camminato, ma è tornato indietro, in camper, a Peschiera del Garda, non entrare nel mitico (e minaccioso) carcere militare, conosciuto da chi ha la mia età e ha fatto il militare, ma per incontrare le scuole. Con una commovente sorpresa. Ecco, come sempre, il suo racconto.

“Poteva essere una giornata normale, una serie di  incontri, emozionanti, ma pur sempre racconti, con le scuole, con bambini curiosi e affascinati dal racconto, divertente e coinvolgente, ma come un nonno che racconta una fiaba. E invece l‘emozione del racconto ha coinvolto me grazie ad una donna, Annamaria Cremonese, bibliotecaria, ma soprattutto una bambina che ha conosciuto i campi di concentramento e, ovviamente, ha particolarmente nel cuore il sentiero di San Martino. Mi ha raccontato di come il sentiero, proprio nel nome del santo che unificò idealmente l’Europa, sia importante. Di come sia importante l’idea di Europa, che 70 anni fa si ricostruiva sulle macerie di una guerra che aveva provocato decine di milioni di morti, sui campi di battaglia, nelle città, nei lager. Mi ha fatto piacere che durante la giornata sia stata al mio fianco anche il sindaco, la sindaca, di peschiera Maria Orietta Gaiulli. I bambini, ma questo lo sapevamo, sono rimasti affascinati dal racconto del percorso, mentre Feroce, anche oggi, ha fatto pubbliche relazioni ad alto livello. Stasera siamo ritornati a Sedena da dove il cammino riprenderà per arrivare a Brescia”, racconta Sergio.

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...