Ungheria-Albenga, per uscire dal bosco serve anche il Lato B mentre “Feroce” fa il lumacone con le bariste…

Partenza all’alba da Slovenske Konjice per Sergio Giusto, l’artista camminatore di Albenga che sta ripercorrendo il sentiero di San Martino, dall’Ungheria alla Riviera, che sta cercando di recuperare il ritardo (nemmeno tanto) accumulato per il maltempo che anche in Slovenia non sembra voler andare via. E’ arrivato, dopo una trentina di chilometri di cammino, a Dobrna, non senza le solite avventure. Ecco, come sempre, il suo racconto.

 

“Giornata o di vista fisico, ma tutto sommato nella normalità. Sono partito alle 7,30 e, sino verso alle 11, ho percorso sentieri puliti e pianeggianti. Poi il percorso è cambiato, una serie di saliscendi spaccagambe, resi ancora più difficili dal fango, dal ‘patan’ dovuto alle piogge dei giorni scorsi. Camminare è diventato difficile, soprattutto in discesa, al punto che in una discesa abbastanza ripida sono scivolato e mi sono fatto una ventina di metri con il sedere, farli camminando sarebbe stato impossibile. Rischi del mestiere, non c’è dubbio. Al di là delle difficoltà, però, alla fine mi sono fermato un po’ prima del previsto, ma di fare altri 50 chilometri non mi sembrava il caso, anche perchè, approfittando del sole, ho lavato e fatto asciugare gli indumenti. Domani non camminerò, ma andremo col camper a Ajdovscina per incontrare i ragazzi delle scuole che stanno studiando italiano per raccontare le motivazioni del nostro percorso”, racconta Sergio. Il diario della giornata finisce qui, ma viste le aspettative degli amici di Albenga e dintorni abbiano cercato di approfondire quel che ha fatto Gianfranco “Feroce” Radini nei due giorni che non ha fatto da badante a Sergio. Cosa abbiamo scoperto? Nulla che non sapessimo, ha fatto il “lumacone” con alcune belle bariste slovene, le prove fotografiche lo testimoniano. Forza “Feroce”!

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...