Ungheria-Albenga, pioggia e vento non fermano Sergio Giusto sul sentieri di San Martino

Altri 35 chilometri sono alle spalle, dopo la pausa forzata, per pioggia, di giovedì, Sergio Giusto ha ripreso il cammino e, da Komend, ha raggiunto Vaspor. La seconda tappa dell’artista camminatore di Albenga,che ha deciso di ripercorrere il “sentiero di San Martino” per unire l’Ungheria, all’Isola Gallinara, dove Martino visse qualche anno da eremita, non è stata particolarmente difficile, ma certo, le difficoltà non sono mancate.

 

“Non è stata una delle tappe più belle e facili, ma anche questa volta la tappa è stata raggiunta”, sordisce Sergio. E aggiunge: “La Pannonia, come ho detto ieri sera, è sì una pianura che ricorda la Padana, ma di certo le temperature sono diverse. Sono partito con il freddo, pungente, pieno di vento, al punto che ho dovuto rinforzare la mia copertura, a cominciare dal sottocollo, nascosto ovviamente dal mio foulard dei Fieui di caruggi. A livello di cammino, a parte la pioggerellina, il vento e il freddo, ho affrontato i primi saliscendi, collinette e colline che mi hanno fatto ricordare quel che incontrerò nelle prossime settimane. Al di là di tutto, però, stiamo per lasciare l’Ungheria, domani percorrerò ancora poco meno di 40 chilometri in territorio ungherese, domenica, se tutto va come dovrebbe andare, dovrei attraversare il confine e arrivare in Slovenia”, racconta Sergio. Una volta arrivato a Vaspor Sergio ha trovato una bella sorpresa. Il suo “badante” Gianfranco “Feroce” Radini, infatti, ha trovato una confortevole area camper attrezzata e ha preparato all’artista camminatore un caldo e ristoratore piatto di maccheroni al ragù. Oggi si riparte.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...