Ungheria-Albenga, Sergio nel borgo dove è nato Mantegna visita villa Contarini

In ritardo è in ritardo, non per colpa sua, ma per il tempo, lo strano maltempo di maggio che sta mettendo in crisi l’Europa (purtroppo non solo quello…). Sergio Giusto, l’artista camminatore che dall’Ungheria sta camminando verso Albenga sul sentiero di San Martino, il santo che spiritualmente unificò l’Europa, anche oggi ha camminato per una trentina di chilometri, arrivando a Piazzola del Brenta, provincia di Vicenza. Ecco, come sempre, il suo racconto.

“Cammino facile anche oggi, tutto in pianura, come ormai succede da giorni. Il problema è che sto camminando su asfalto, magari su strade secondarie, ma su asfalto, non proprio il massimo per un cammino di fede e storia. Poi certo, i paesaggi sono splendidi, bei borghi, campi, canali, il fascino del Veneto, insomma. Alla fine sono arrivato a Piazzola del Brenta, il borgo che ha dato i natali al Mantegna (un collega di Sergio…n.d.r., è una battuta ovviamente) un bellissimo borgo in provincia di Vicenza, città che dovrei raggiungere domani. Assieme a Feroce, però, oggi abbiamo visitato una splendida villa veneta, Villa Contarini, un vero gioiello architettonico”, racconta Sergio mentre, con Feroce, sta recuperando energie con un piatto di pasta al pesto preparata nel camper.

Ed ecco, secondo il sito ufficiale, la storia della villa:  Sui resti di un antico castello costruito dalla famiglia dei Dente intorno all’anno Mille. Acquisito dai Carraresi, signori di Padova, fu ereditato da un membro della famiglia Contarini. Fino alla seconda metà del Seicento la Villa rimase dimora rurale. Fu, infatti, Marco Contarini, Procuratore di San Marco, ad ampliare l’edificio rendendolo simile ad una Reggia e facendone uno straordinario “luogo teatrale”. Dopo un lungo periodo di abbandono il complesso fu acquistato dalla famiglia Camerini che lo riportò all’antico splendore completandolo secondo il gusto dell’eclettismo ottocentesco. Cessato anche il periodo cameriniano la Villa subì un nuovo periodo di abbandono fino all’acquisto, alla metà del secolo scorso, da parte del prof. G.E. Ghirardi e la successiva cessione alla Fondazione a lui intitolata. Dal 2005 la Villa è di proprietà della Regione del Veneto, attualmente impegnata nella sua valorizzazione. Periodicamente ospita concerti ed eventi culturali oltre a essere offerta come luogo ideale nel quale ambientare convegni, riunioni e ricevimenti pubblici e privati.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...