Ungheria-Albenga sul sentiero di San Martino, Sergio Giusto fermato dalla pioggia, ma…

Non sappiamo se San Martino, quando pioveva, fermasse il suo cammino dalla Pannonia al Mediterraneo. Di certo, e non potrebbe essere altrettanto, Sergio Giusto oggi è stato fermato dalla pioggia, un “rischio d’impresa”, si direbbe. E allora la seconda tappa sarà per domani, ma chi segue le sue gesta vuole egualmente sapere cosa ha fatto oggi l’artista camminatore di Albenga che ha deciso di ripercorrere il “sentiero di San Martino” per unire l’Ungheria, l’allora villaggio natale del santo,  Zombathely Kalvario, all’Isola Gallinara dove Martino visse qualche anno da eremita. non c’è stata tappa, ma Sergio e il suo “badante” Gianfranco “Feroce” Radini hanno approfondito la conoscenza di Kormend, il villaggio dove mercoledì si è conclusa la prima tappa.

 

“Pioveva forte e non sono partito, in tarda mattinata ha smesso, ma si è deciso di non partire, il tempo era troppo instabile. Con Gianfranco siamo andati alla scoperta di questo piccolo villaggio, curato, ben tenuto, dove le tracce di San Martino sono ovunque. Diciamo che ci siano riposati prima della partenza di domani, quando il meteo dovrebbe volgere al bello”, racconta Sergio. Messa così è un post che non ha ragione di essere letto. “Passami Feroce”, dico a Sergio. Me lo passa, si apre un mondo: “Ciao, l’Ungheria è bellissima, non solo per i suoi borghi e i suoi paesaggi, ci sono donne bellissime, solo che Sergio non se ne accorge. E accanto alle bellissime donne ci sono vini, che purtroppo non posso bere perchè guido, e piatti eccellenti. Ho capito perchè San Martino è il patrono dei vignaioli, per fortuna ci regalano bottiglie che gusteremo assieme nella cantina, pardon, museo della fionda dei Fieui di caruggi al nostro ritorno!”. A domani.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...