Ungheria-Albenga, un cane accompagna Sergio Giusto a ritrovare Feroce…

Sergio Giusto ha ritrovato, dopo due giorni di ansia, il suo “badante”, Gianfranco “Feroce” Radini. Con due giorni di ritardo sulla tabella di marcia è finalmente arrivato a Zgornja Coznica, cittadina di 24 mila abitanti, dopo una marcia di una trentina di chilometri nei boschi della Slovenia. Come sempre ecco il racconto di Sergio.

“Nonostante la nebbia e un po’ di pioggerellina ho deciso di partire, anche perchè non volevo lasciare troppo solo Feroce, che già si stava preoccupando per me…Battute a parte, sono sceso dai 1300 metri del piccolo paesino dove avevo trovato rifugio ai 200 metri di Zgornja Coznica. Un cammino attraverso i boschi che, però, non ho fatto da solo. Poco dopo la mia partenza, infatti, ho incontrato un cagnone, un bastardone, credo, che mi ha accompagnato per tutto il percorso, sino alla fine del bosco, facendomi le feste e indicandomi il cammino, comunque molto ben segnalato. Non ho idea se sia o meno un segno, certo è che il sentiero di San Martino è pieno di spiritualità ed emana la presenza del Santo. Una volta fuori dal bosco il cane mi ha salutato festante, solo una coincidenza? Chissà. In ogni caso ho proseguito, sono arrivato a Zgornja Coznica, dove un altro animale mi ha accompagnato, questa volta sotto forma di leggenda.  La leggenda, infatti, racconta che il paese era terrorizzato da un drago che esigeva che fosse ogni anno sacrificata una vergine, sino a quando un cavaliere uccise il drago. Da quel giorno si festeggia quel giorno e il cavallo diventò il simbolo del paese. E oggi il cavallo è ovunque in questa bella cittadina”., racconta Sergio. Il finale di questa giornata è la cena, parca, ligure, di Sergio e Feroce sul camper: maccheroni al pesto, meglio della calda minestrina di ieri sera? A domani.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...