Vendone apre la sua collezione museale di ceramica curata dall’Aiolfi

“Le Stelle nel cielo, le Pietre nella loro terra” è la frase, Rainer Kriester, che accoglie il visitatore che entra nel Parco delle Sculture del grande scultore tedesco che, a Vendone, riposa nel piccolo cimitero, dopo aver scelto lo spiazzo dell’antica torre di avvistamento come studio a cielo aperto per le sue monumentali steli. Da qualche giorno bisognerebbe aggiungere che, oltre a stelle e pietre, il pianoro ospita anche un’antica forma d’arte,la ceramica.

Dopo tre edizioni di Biennale d’arte ceramica al Parco delle due Torri, infatti, il Comune di Vendone, assieme all’Associazione Aiolfi di Savona, e alla Pro Loco, ha infatti deciso di aprire la sua collezione di opere ceramiche donate dagli artisti che, nel corso delle Biennali, hanno esposto le loro creazioni al Comune. Una collezione museale raccolta ma significativa, con pezzi di grande valore artistico, che nelle intenzioni vuole essere un altro tassello per il rilancio culturale, turistico, sociale di Vendone. L’apertura ufficiale è avvenuta venerdì 3 agosto, qualche ora prima del “Brindisi sotto le stelle” (con degustazione di alcune delle più prestigiose cantine della Riviera, guidata dai sommelier della Fisar) e dello spettacolo Bellezze di Liguria con Pino Petruzzelli.

Torniamo alla ceramica. Le opere sono state esposte in quel che un tempo (Anni ‘60) era uno pianoro trasformato in belvedere, a volte balera, e che per vent’anni è stato lo studio di Rainer Kriester. “La ceramica, la sua storia, il suo uso artistico, può essere un volano turistico per tutta la nostra provincia, visto il legame antico e tradizionale con questa materia, basti pensare a Savona e Albissola. Vendone vuole entrare in questo circuito, lo fa con la collezione creata grazie alle donazioni degli artisti che hanno partecipato alle biennali. Sarà visitabile su prenotazione, inserita nello splendido parco delle sculture di Kriester e la storia dell’antica torre di avvistamento”, spiega il sindaco Pietro Revetria.

Silvia Bottaro, critica d’arte, curatrice della collezione e presidente dell’Aiolfi, lancia una seconda sfida: “L’idea, il progetto, è quello di creare sul territorio di Vendone, nelle sue nove frazioni, una sorta di museo diffuso della ceramica. Le opere che gli artisti vorranno donare nelle prossime Biennali, saranno sistemate in cantoni, luoghi, scorci che il Comune individuerà e sistemerà per ospitare le creazioni. Vendone, insomma, diventerà a pieno titolo una città della ceramica, in grado di fare sistema con altre realtà italiane”, commenta. Questi gli artisti al momento presenti nella collezione museale: Riccardo Accarini, Nadia Allario, Milena Alluto, Maria Paola Amoretti, Sandra Baruzzi, Luciana Bertorelli, Franca Briatore, Luigi Francesco Canepa, Sandra Cavalleri, Debora Ciolli, Brunella Coriando, Roberto Di Giorgio, Luca Ferrando, Aldo Francin, Gian Genta, Rossana Gotelli, Bruno Grassi, Manuela Incorvaia, Rosy Maccaronio, Vincent Maillard, Claudio Manfredi, Guglielmo Mrthyn, Caterina Massa, Giovanni Massolo, Tullio Mazzotti, Ingrid Mijich, Giovanna Oreglia, Persea (Tiziana Perano), Brenno Pesci, Gianni Piccazzo, Margherita Piumatti, Silvana Prucca, Giorgio Robustelli, Germana Rossi, Ennio Sirello, Fabiano Sportelli, Mara Tonso. La collezione museale è disponibile in catalogo.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...